Analisi senza pretese rapporto qualità ambientale Legambiente – Avellino 26… sine laude!

By Carlo Sibilia 8 anni agoNo Comments
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Il 29 ottobre 2012 Legambiente ha reso disponibile sul proprio sito il rapporto Ecosistema Urbano XIX edizione. Ho dato uno sguardo e come faccio sempre mi vado a cercare la mia città. Una città che adoro e che nei miei sogni vedo verde, radiosa, sostenibile, accogliente, ottimizzata, orientata al futuro. Insomma credo profondamente che per caratteristiche territoriali, storiche e ambientali Avellino possa essere la città del futuro, a misura d’uomo, vivibile, che metta al centro del suo microsistema il cittadino. Che possa spostare la propria economia uscendo dal fallimento dell’industrializzazione capitalista e correndo verso la produzione sostenibile, locale, a km zero. Che possa avere un’economia propria e autosufficiente, che si nutra di energia nuova, non solo rinnovabile, ma anche etica e umana.

Poi leggi la realtà nei numeri, freddi, statici, che quasi ti puntano, ti colpevolizzano e ti dicono :”chest’è!  (questo è) e non provare a cercare alibi in giro: il responsabile sei tu, nessun altro! Smetti di sognare, rimboccati le maniche, fallo ora, perché ne avete di strada da fare se volete ciò che sognate!”

Ma andiamo a vedere i 26 indicatori del rapporto (da cui il titolo) uno per uno per capire qualcosa in più e magari usarli da base di partenza per trovare qualche idea e soluzione per migliorare la nostra città nell’immediato futuro.

  1. Qualità dell’aria: valori medi annuali di NO2, Pm10, Ozono : In queste tre classifiche Avellino recita nd, non determinato. Non sappiamo, non devi sapere. A Piazza d’Armi c’è un tabellone elettronico che era stato installato per comunicare questi valori in tempo reale. Oggi quel tabellone è spento e le componenti elettriche marciscono. Caro cittadino avellinese quello che respiri non lo saprai mai, non sei degno. Magari ci sarà qualche livello sballato, Pm10 esagerati? Porti a spasso i bambini nel passeggino ad altezza tubo di scarico. Zitto, respira…no, non puoi trattenere il fiato, respira…muori.
  2. Consumi idrici domestici : quasi nella top ten! Ottimo! Perché ? perché queste sono le accortezze che ogni cittadino, ormai responsabile e consapevole adotta con tutti i sacrifici del caso e senza incentivi.
  3. Dipersione della rete : ovvero la differenza tra l’acqua immessa in rete e quella che arriva ai vari rubinetti di case, industrie e terreni. Tra i peggiori, il 55% di dispersione idrica. Ovvero più della metà della nostra acqua viene dispersa. Un buco qua, un altro la. Come se l’acqua del nostro acquedotto invece di passare tra i tubi, passasse tra tanti sifoni della doccia. Mamma Alto Calore SpA (alla faccia dell’acqua pubblica) servirà a qualcosa? Qual è il servizio che profumatamente paghiamo?
  4. Capacità di depurazione: qui, secondo i dati, sembra che il 100% dei cittadini sia collegato ad un depuratore e che la depurazione delle acque sia letteralmente perfetta. Tuttavia è nostro dovere sottolineare che chi controlla questi livelli è sempre Mamma Alto Calore SpA…come dire: il controllore è anche il controllato.
  5. Produzione di rifiuti urbani: kg di rifiuti per abitante. Siamo nella top five! E cerchiamo di capire perché. Perché anche qui, ogni cittadino, fa una scelta responsabile quando decide di disfarsi di una cosa. Questo è un dato da cui partire. Certo 430kg all’anno per abitante non sono pochi, ma sicuramente la nostra sensibilità è alta sull’argomento.
  6. Raccolta differenziata: percentuale di rifiuti differenziati (frazioni recuperabili) sul totale dei rifiuti prodotti. Anche qui siamo nei primi 13esimi però il dato è tutto da analizzare. Innanzitutto cosa è la frazione recuperabile? Oggi tutto è recuperabile, grazie alle tecnologie come quella del Centro Riciclo Vedelago le frazioni non recuperabili sono ridotte all’1% ormai. Resta anche qui da sottolineare il lavoro fatto dai cittadini. Perché siamo noi che con grande sacrificio selezioniamo in casa nostra i materiali da smaltire e senza il minimo incentivo. Infatti, nonostante il nostro lavoro a monte, la tassa per il rifiuto solido urbano (TARSU) aumenta regolarmente senza giustificato motivo. Da sottolineare che qui parliamo di raccolta, perché ahinoi, questo è il dato analizzato, ma invece dovremmo parlare di materiali reintrodotti nel ciclo produttivo. Se lo facessimo ci renderemmo conto che le percentuali di materiale recuperato sarebbero molto più basse e forse quei 10 milioni di euro messi a bilancio per la gestione rifiuti dal solo comune di Avellino (56.000 abitanti) sarebbero considerati per quello che sono: uno spreco!
  7. Trasporto pubblico : Passeggeri , dove figuriamo nella metà bassa il che significa che puntiamo pochissimo sul turismo in quanto i nostri mezzi pubblici vengono utilizzati poco e soprattutto da poche persone che sostanzialmente provengono dalla provincia e che in maggioranza possiamo considerare studenti. Questo anche perché abbiamo un offerta molto carente.
  8. Trasporto pubblico: Offerta , qui siamo nella metà alta (14)  perché la nostra provincia è vasta e quindi calcolando l’indice per percorrenza annua per abitante del trasporto pubblico con ogni probabilità un abitante della provincia che usa il trasporto pubblico farà almeno una ventina di kilometri. Da adesso in poi preparatevi ad una discesa vertiginosa.
  9. Indice mobilità sostenibile, il nostro indice è pari a 0, Zero, nada, nicht, niente mobilità sostenibile. Il nostro sistema di spostamenti è insostenibile. Insostenibile per i pedoni, insostenibile per le auto, insostenibile per i ciclisti che siamo costretti ad inquadrare solo come sportivi perché lo spostamento in bici non è concepito e men che meno incentivato. L’indice valuta con punteggio i seguenti indicatori: presenza di autobus a chiamata, controlli varchi ZTL, presenza di mobility manager, car-sharing, Piano spostamenti casa-lavoro, pedibus/bici bus. Avete mai sentito parlare di queste cose i nostri vari assessori alla mobilità? No, è per questo che l’indice è ZERO.
  10. Tasso di motorizzazione auto  ovvero numero di auto circolanti ogni 100 abitanti. Anche qui siamo alti al 62%. Questo significa che siamo costretti ad un utilizzo ancora troppo elevato dell’auto, del mezzo privato. Pensiamo soltanto che lo stesso valore a Berlino o Londra non supera il 32%. Quindi l’offerta del trasporto pubblico è ancora molto carente.
  11. Tasso di motorizzazione moto diverso il discorso delle moto dove clima e qualità stradale lo rendono un mezzo decisamente poco favorito. Solo 9 moto ogni 100 abitanti.
  12. Isole pedonali nonostante il progetto di pedonalizzazione massiccia del Corso Vittorio Emanuele costato circa 10 anni di disagi ai cittadini e fior di quattrini, figuriamo solo undicesimi.
  13. Zone a Traffico Limitato quasi inesistenti, ad Avellino puoi transitare quando vuoi e dove vuoi con la macchina, anche nel centro storico, puoi effettuare scarico merci quando ti pare. La protezione delle aree a interesse storico dai gas di scarico e dal transito selvaggio non è considerata. Dopotutto abbiamo aree d’interesse storico? “Hey leva quell’auto da lì, quello non è un tombino è l’ingresso ai cunicoli Longobardi!”
  14. Piste ciclabili qui non è come sparare sulla croce rossa, qui è come sorvolare la sede della Croce Rossa Internazionale con Enola Gay e…sganciare! Chi si è fatto un giro per Avellino (avendo quella mezz’oretta scarsa che ci vuole per percorrerla tutta a piedi) sa bene che non esiste neanche un centimetro di pista ciclabile. Tralasciamo le varie dichiarazioni in merito del dimissionario sindaco e della giunta tutta sul bikesharing.
  15. Indice di ciclabilità , nel 2012 c’è stato il sorpasso di quantità di bici vendute rispetto alle auto. Manco a dirlo: indice zero. Anche così si può dare una bella mazzata all’economia locale.
  16. Verde urbano fruibile e Aree verdi totali , c’era una volta la verde Irpinia verrebbe da dire, c’era una volta Avellino città giardino. Ormai neanche più lo slogan ci possiamo vendere. Siamo indietro in classifica anche qui, quello che sarebbe potuto essere il nostro punto di forza è diventato segnale di debolezza. Da piccolo avevo un amico di Sondrio che veniva in estate ad Avellino perché dove venire a respirare “aria buona” (non vi rimando al punto 1 solo per rispetto alla vostra intelligenza)… è da molto che non lo vedo. Forse anche lui ha letto questa classifica e sa che ormai anche città come Sondrio e Lodi ci hanno surclassato.
  17. Consumi elettrici domestici meno male che intervengono i cittadini e ci fanno fare dei balzi in avanti sostanziali, siamo secondi solo a Campobasso per ottimizzazione del consumo elettrico domestico. Questo a testimonianza del fatto che solo nella gestione della cosa pubblica non riusciamo ad essere virtuosi perché ce ne siamo disinteressati.
  18. Energie rinnovabili e teleriscaldamento e Politiche energetiche siamo stabilmente nella parte bassa della classifica. L’utilizzo delle energie rinnovabili, del solare termico, di fonti di teleriscaldamento e più in generale nelle politiche energetiche che dovrebbero essere il volano per il futuro, il settore dove potremmo prendere la spinta per tirarci da questa crisi ebbene è quello che ci vede con percentuali microscopiche. Quindi pochi o nulli incentivi economici e norme cogenti sul risparmio energetico e diffusione delle fonti di energia rinnovabile. Poche o nulle procedure di attività libera per l’istallazione di solare termico/fotovoltaico. Nessun Energy manager. Poco acquisto di ener­gia elettrica da fonte rinnovabile. Audit energetici: e chi li ha visti mai?  Attività di risparmio energetico post-audit? Nonostante chiesti con tutte le forze dai cittadini: niente. Realizzazione di banca dati edifici certificati, neanche a parlarne.
  19. Certificazioni ambientali ISO 14001 un dato che ci vede al posto 19 denotando un certo interesse per le aziende cittadine nei confronti delle buone pratiche ambientali.
  20. Pianificazione e partecipazione ambientale : l’indice è composto da: progettazione parteci­pata, bilancio ambientale e sociale; approvazione della Zonizzazione acustica, del Piano Urbano del Traffico (PUT), del Piano Energetico Comunale (PEC) e del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Neanche a dirlo siamo tra gli ultimi. Il perché è presto spiegato. Ti hanno mai informato in merito alle sigle appena descritte?
  21. Indice Eco Management (indice 0-100) composto da: utilizzo di carta riciclata negli uffici comu­nali; auto comunali ecologiche; prodotti equo&solidali; certificazione ambientale del Comune; rac­colta differenziata all’interno del Comune; procedure di acquisto verdi per le forniture del Comune. Siamo 33esimi con il 16%. Questo dato ci fotografa l’attenzione dell’istituzione Comune di Avellino nei confronti dell’ambiente: semplicemente inesistente!
  22. Capacità di risposta delle Amministrazioni comunali ovvero la disponibilità, la qualità e la quantità di dati che il Comune di Avellino ha per conoscere se stesso. L’attenzione che pone sui temi, sul monitoraggio, sulle informazioni che ci dovrebbero dare la misura, l’identità. Dirci chi siamo, cosa facciamo e qual è il nostro obiettivo comune. Bhè in questa classifica siamo 39esimi su 44.

 

Ecco! Abbiamo finito.

Nel nostro programma partecipato la qualità ambientale è una parte importantissima della città che abbiamo in mente. La mobilità sostenibile, l’incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico, il favorire le due ruote a pedali invece che le quattro motorizzate sono concetti basilari.

Ora è chiaro che alcune statistiche ti hanno fatto felice, altre ti hanno fatto arrabbiare, altre ancora ti hanno fatto pensare. Forse è ora che, per cambiarle, cominci anche tu a darci una mano…e partecipare.

 

N.B.= gli indicatori in alcuni casi sono stati raggruppati e per questo compaiono 22 voci invece che 26.

 

Fonte: http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/eu2012_senza_schede_citta.pdf

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Seguo il blog di Grillo dalla messa in rete e mi sono avvicinato al meetup subito dopo il primo Vday. Ho visto nei metodi qualcosa di concreto che non avevo mai visto prima. Ad oggi ho seguito un pò tutte le evoluzioni da meetup a movimento con il quale sono stato candidato alla regione campania nel 2010. la consapevolezza di essere cittadini e uniti cresce. Si può fare!

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