Il diritto ai rimborsi elettorali e il rifiuto del Movimento Cinque Stelle

By Redazione MoVimento Avellino 5 Stelle 8 anni agoNo Comments
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Movimento Cinque StelleIl Movimento 5 Stelle non può rifiutare i rimborsi elettorali perché non ne ha diritto.

E’ una delle affermazioni messe in circolazione all’indomani del voto per screditare il M5Stelle. Affermazione falsa su cui faremo chiarezza una volta per tutte. Legge alla mano.

La normativa di riferimento è la n. 96 del 6 luglio 2012.

Passiamo in rassegna gli articoli che maggiormente ci interessano.

– L’articolo 2 contiene 6 commi che regolano l’accesso ai “Contributi a titolo di cofinanziamento a partiti e a movimenti politici”. Il primo comma determina l’ammontare del contributo annuo spettante ai partiti e movimenti politici aventi diritto ai sensi del successivo comma 2. E’ a questo e solo a questo che occorre, quindi, riferirsi per individuare i soggetti che “concorrono al contributo di cui al comma 1”. Essi sono “i partiti e i movimenti politici che hanno conseguito almeno il 2 per cento dei voti validi espressi nelle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati ovvero che hanno conseguito almeno un candidato eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei  deputati (…). Le quote dei contributi non attribuite ai sensi del presente articolo sono versate all’entrata del bilancio dello Stato”.

Già ad una prima lettura appare chiaro che il diritto al contributo spetta alle forze politiche in ragione esclusiva del risultato elettorale, non facendosi menzione di altri requisiti giuridico – formali o organizzativi.

Quindi, il Movimento 5 Stelle, in virtù delle percentuali ottenute all’indomani delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, ha (sempre avuto) diritto a concorrere al contributo pubblico per le spese.

Interessante è anche il successivo comma, il 3, secondo cui “La richiesta del contributo di cui al presente articolo si intende formulata unitamente alla richiesta presentata dai partiti e dai movimenti politici ai sensi dell’articolo 3 ed è soggetta al medesimo termine di decadenza”: si chiarisce che per concorrere al contributo le forze politiche aventi diritto in base al comma 2, art. 2, devono presentare una richiesta in un termine di decadenza ex art. 3. A contrario si deduce che le forze politiche, pur avendone diritto, possono far decorrere il termine previsto senza presentare richiesta, lasciando che le quote dei contributi non attribuite siano versate all’entrata del bilancio dello Stato, ex art. 2.

– L’articolo 3 presenta due commi interessanti, il 1 e il 3: la richiesta dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi per il cofinanziamento dell’attività politica deve essere fatta, “a pena di decadenza, al Presidente della Camera dei deputati o al Presidente del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze, entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati (…)” ed è “presentata dal rappresentante  legale o dal tesoriere del partito o movimento  politico che ha depositato il contrassegno di lista”.

– L’articolo 5 parla degli “Atti costitutivi e statuti dei partiti e dei movimenti politici”. Al comma 1 si legge: “I partiti e i movimenti  politici, ivi incluse le liste di candidati che non siano diretta espressione degli stessi, qualora abbiano diritto ai rimborsi per le spese elettorali o ai contributi di cui alla presente legge, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi in copia al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente  della  Camera dei deputati entro quarantacinque giorni dalla data di svolgimento delle elezioni. L’atto costitutivo e lo statuto sono redatti nella forma dell’atto pubblico e indicano in ogni caso l’organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio e l’organo responsabile per la gestione economico-finanziaria. Lo statuto deve essere conformato a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti”.  Al comma 2 si legge: “I partiti e i movimenti  politici, ivi incluse le liste  di candidati che non siano diretta espressione degli stessi, che non trasmettano al Presidente del Senato della Repubblica o al Presidente della Camera dei deputati gli atti di cui al comma 1, nel termine ivi previsto, decadono dal diritto ai rimborsi per le spese elettorali e alla quota di cofinanziamento ad essi eventualmente spettante”.

La disposizione ci interessa molto ai fini del nostro chiarimento perché pone – badate bene – non l’adempimento in essa contenuto (dell’obbligo di dotazione di un atto costitutivo e di uno statuto) come requisito di accesso al contributo (che – ribadiamo – spetta ex articolo 2), bensì l’inadempimento come causa di decadenza da esso.

Il diritto, se c’è, resta. Si decade dal suo esercizio in due casi: o perché non si fa richiesta nel termine previsto o perché non si adempie all’obbligo di dotazione di un atto costitutivo e di uno statuto.

Quindi, il Movimento 5 Stelle può rifiutare i rimborsi elettorali, di cui ha (sempre avuto) diritto, o perché non ne fa richiesta (e in tal caso le quote dei contributi non attribuite sono versate all’entrata del bilancio dello Stato) o perché non si dota di un atto costitutivo e di uno statuto. E’ di poche ore fa la notizia del deposito di entrambi i documenti il 18 dicembre del 2012 dinanzi ad un notaio della provincia di Genova.

[In appendice diamo conto anche dell’articolo 9 sulle “Misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici”, che, al comma 1, impone l’obbligo per le forze politiche di cui sopra di avvalersi di una società di revisione iscritta nell’albo speciale tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa”. Il terzo comma, invece, istituisce la Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti e dei movimenti politici. Le sanzioni cui saranno sottoposte le forze politiche inottemperanti alla normativa de qua sono di natura amministrativo-pecuniaria, consistendo in decurtazioni del contributo ottenuto].

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