L’ incremento dell’ elettrosmog con il trucco dello “sviluppo”

By Edoardo 8 anni agoNo Comments
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Nel decreto legislativo bis sullo sviluppo economico emesso lo scorso 4 ottobre dal governo, all’art. 27, dedicato ai livelli di campo elettromagnetico generati da emittenti radiofoniche e radiotelevisive, da stazioni radio base per la telefonia mobile e da ponti radio, il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità di 6 Volt/metro stabiliti dal DPCM 8 luglio 2003 per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da quelle sorgenti artificiali disseminate sul territorio in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere, incluse le pertinenze, (sebbene per queste ultime solo nel caso di loro utilizzazione come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere !!!) e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati, NON DOVRANNO più essere rispettati in un qualunque intervallo di 6 minuti, ma solo come media nelle 24 ore. !!!!

Per cui in quei luoghi e in loro prossimità, con l’attuazione del decreto, si avrà di fatto un serio innalzamento dei limiti:

a) da 3 a 10 volte (cioè da 20 V/m a 60 V/m), come nel caso di Radio Vaticana e di tutte le emittenti in onde lunghe, medie e corte,

b) oltre 3 volte (20 V/m), come nel caso delle Stazioni Radio Base della telefonia mobile e dell’accesso al web (wireless), delle emittenti radiotelevisive e della radiofonia a modulazione di frequenza

c) oltre 6 volte (40 V/m), come nel caso dei ponti radio, e degli impianti radar (inclusi quelli di misura della velocità dei veicoli)

Portando quindi, il livello medio massimo del valore espositivo ammissibile (che rimane a 6 V/m) ma verrà misurato mediato su 24 ore e dunque per un tempo ben superiore agli attuali prescritti 6 minuti !!!!

Pensate alla difficoltà di dover acquisire i valori di campo elettromagnetico per 24 ore. Ciò determinerà nei fatti un insormontabile ostacolo operativo nelle azioni di controllo e di verifica: Siano esse a cura degli Enti istituzionali, ma ancor di più di quelle a cura dei Cittadini; incrementando peraltro così enormemente il costo di quei controlli che fino ad oggi si realizzavano campionando anche solo una qualunque mezz’ora di esposizione (5 campioni da 6 minuti sono un’indicazione sufficiente) !

La strategia del governo è stata quella del “bastone e la carota” recentemente sbandierata dal ministro dell’istruzione Profumo nei confronti degli studenti.

Infatti, il governo aveva proposto anche la norma che impediva ai proprietari degli immobili di opporsi ai gestori per l’installazione di nuove antenne per la telefonia mobile sui tetti delle abitazioni.

Ritirando quella norma (“la carota”), che aveva un evidente aspetto di incostituzionalità perché lesiva del diritto alla proprietà privata, il governo ha avuto facile gioco con la norma che farà aumentare notevolmente il livello del fondo elettromagnetico dentro e intorno alle case, alle scuole e ai luoghi di lavoro (“il bastone”).

Tutto ciò rappresenta il totale disprezzo del governo italiano verso i cittadini e la tutela della loro salute per:

1) le crescenti evidenze scientifiche tra cui quelle emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana, che ha dimostrato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi nei bambini (fino a 4,7 e a 6,9 volte entro 12 km rispetto al valore atteso oltre 12 km, rispettivamente per i bambini da 0 a 14 anni e da 1 a 14 anni) e una maggiore mortalità per leucemia per tutte le età (fino a 4,9 e a 6,6 volte, rispettivamente entro 12 km e fra 6 e 12 km, per più di 10 anni di residenza, o da sempre per i bambini, rispetto a chi vive lì da non oltre 1 anno);

2) la posizione ufficiale conseguente alle evidenze emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale come le ha riconosciute la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità che, attraverso la propria Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC), il 31 maggio 2011 ha annunciato, con il comunicato stampa n. 208, di aver inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l’agente fisico è lo stesso di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo a causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (+40% di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni).

Mentre, il governo italiano, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del Principio di Precauzione sancito dalla UE, va nel senso opposto, consentendo tra breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici.

L’ appello

Da qui l’appello a cittadini, associazioni, comitati di tutela della salute e dell’ambiente e a tutti gli amministratori pubblici che vogliono opporsi a quanto sta per avvenire: A porre in essere ogni strumento di contrasto civile fino ad una raccolta di firme per un referendum abrogativo di questa assurda e becera normativa, qualora essa dovesse essere confermata dal Parlamento.

Per questa ragione vi invito tutti a RICORRERE AL CAPO DELLO STATO (lo schema qui di seguito necessita solo dei vostri dati) affinchè NON CONTROFIRMI QUESTO INFAME E VERGOGNOSO DECRETO CHE NASCONDE UN TRUCCO DA SALTINBANCHI – INDEGNO PER UN GOVERNO IN DISPREGIO DEL DOVERE DI LEALTA VERSO I CITTADINI –

Il RICORSO VA INVIATO (copia e incolla) SUL SITO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA.

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Ill.mo Sig.

Presidente della Repubblica

On. Giorgio Napolitano

Roma, 25 ottobre 2012

Oggetto: Decreto-Legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”. Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali – Rischio riduzione vincoli sanitari da esposizione ad inquinamento elettromagnetico.

Ill.mo Sig. Presidente,

l… scrivente sotto rappresentat… , muovendo dall’impegno di promuovere una diffusa coscienza civica sui rischi di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, sottopone alla Sua attenzione il presente appello, affinché Ella non emani il Decreto-Legge di cui all’oggetto, se dovesse contenere una o più disposizioni destinate ad allentare i vincoli legislativi sui limiti fissati per garantire la tutela della popolazione dalla esposizione a campi elettromagnetici emessi da impianti di telefonia mobile, la cui incentivazione sul territorio nazionale è dettata solo dalla diffusione di nuove tecnologie LTE di c. d. 4° generazione.

Sottolineo di avere a cuore il futuro del nostro Paese, che passa anche attraverso l’avvento di nuove tecnologie nel campo della comunicazione elettronica digitale, ma la cui diffusione non può e non deve avvenire sacrificando la salute dei cittadini.

Ed è ciò che accadrà se il “decreto crescita” dovesse contenere la norma di cui sopra, che di fatto modifica le modalità di misurazione dei campi elettromagnetici, disponendo che i valori di campo si intendono riferiti non più ad intervalli di 6 min., ma ad una media di 24 h.

Con la conseguenza che nelle aree c. d. sensibili, perché ritenute ad alta frequentazione, si potrà subire una esposizione ai campi elettromagnetici doppia o tripla rispetto al valore soglia indicato attualmente dal d.p.c.m. 8.7.2003.

Trattasi, dunque, di un provvedimento che attua una grave ed irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del Principio di Precauzione, vanificando i richiami ai criteri di minimizzazione, contenuti a più livelli, sia nella normativa nazionale che comunitaria, in materia di impianti di telecomunicazioni.

Sig. Presidente, a fronte delle preoccupazioni sopra espresse, La invito pertanto a vigilare severamente affinché le norme di cui sopra non siano contenute nel citato decreto e, qualora fossero presenti, Le chiedo di disporre lo stralcio di esse dal testo, la cui sciagurata integrale applicazione non giustificherebbe mai, in termini di sviluppo tecnologico per il Paese, i costi che saremmo chiamati a sostenere a causa dei maggiori, accertati rischi per la salute della popolazione, determinati dal subdolo innalzamento dei livelli del fondo elettromagnetico.

Confidando in un Suo autorevole intervento, quale garante supremo della salute dei cittadini, attendo un Suo puntuale e rassicurante riscontro in merito.

nomecognome

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Per ulteriori approfondimenti alcuni link che potrebbero essere utili sono:

Elettromagnetismo di governo

Wifi sui treni: troppi rischi per la salute

Allarme Wi-fi sui treni

Il testo della sentenza con cui la corte di cassazione riconosce i danni provocati dalle onde elettromagnetiche generate da cordless e cellulari

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