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Entro il 19 febbraio l’ Assessore Regionale  all’ Ambiente Giovanni Romano e i dirigenti Regionali Ing. Eduardo Capobianco e Dott.ssa Adelaide Pollinaro sono tenuti a dare una Valutazione Impatto Ambientale (VIA) sulle Trivellazioni in Irpinia.

Se la Valutazione sarà positiva allora TRIVELLANO

Se la Valutazione sarà negativa allora NON TRIVELLANO

DICIAMO NO ALLE TRIVELLAZIONI

Loro possono bloccare i progetti di ricerca in Irpinia e Sannio.

FACCIAMO PRESTO COMPILA IL FORM E INVIA LA MAIL

TRIVELLIAMOLI DI RICHIESTE

Invia anche Tu questa mail compilando il form qui accanto ->

Egregio,

le scrivo in relazione ai progetti di ricerca di idrocarburi (liquidi e gassosi) denominati convenzionalmente NUSCO e SANTA CROCE che si estendono rispettivamente per un’area di 698,5Kmq nell’ Alta Irpinia e 745.60Kmq nel Sannio.
Volevo spiegarLe le ragioni per le quali sono fertemente contrario alla prosecuzione di tale progetto.

  1. Ciò che è successo in Basilicata è un esempio lampante. La Val D’Agri, che ha accettato di aderire a progetti di ricerca di idrocarburi (liquidi e gassosi) del tutto analoghi a quello in questione, negli ultimi tre decenni ha visto un forte aumento dell’emigrazione giovanile e della disoccupazione, un evidente degrado ambientale e un aumento delle patologie legate all’inquinamento del suolo e delle falde acquifere. Non bisogna poi dimenticare l’impatto che un simile progetto potrebbe avere su una zona già ad elevato rischio sismico.
  2. Il petrolio presente in Italia – in generale – è scadente, in qualità ed in quantità, ed è difficile da estrarre perché posto in profondità. E’ saturo di impurità sulfuree che vanno eliminate il più vicino possibile ai punti estrattivi.
  3. Questo fa sì che ci sia bisogno di infrastrutture ad hoc: pozzi, centrali di desolforazione, oleodotti, strade, porti petroliferi, industrializzazione di aree che sono al momento quasi tutte agricole, boschive, turistiche. Non dimentichiamo gli abbondanti materiali di scarto prodotti dalle trivellazioni – tossici, difficili e costosi da smaltire – con tutti i business più o meno legali che ci girano attorno.
  4. Nonostante le cementificazioni dei pozzi e l’utilizzo di materiale isolante negli oleodotti, tali strutture con il passare degli anni presentano cedimenti strutturali, anche lievi, dovuti al logorio, alle pressioni, allo stress meccanico. Inquinando l’acqua del sottosuolo e danneggiando gli ecosistemi con elevati costi di ripristino.
  5. Sia dai pozzi che dalle centrali di desolforazione vengono emesse sostanze nocive e dannose all’agricoltura, alle persone, agli animali. Fra questi, l’idrogeno solforato (H2S), nitrati (NOx), i composti organici volatili (VOC), gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH), nanopolveri pericolose. Alcune di queste sostanze sono provatamente cancerogene e causano danni al DNA ed ai feti.

Per questo e per altri motivi che la invito ad approfondire con tutte le commissioni tecniche del caso, Le richiedo di riportare agli organi competenti la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) come NEGATIVA entro il 19 febbraio 2013.
Questo per evitare il rischio di creare un danno irreversibile a tutto l’ecosistema. Le ricordo inoltre che l’Irpinia è uno dei bacini idrici più grandi e importanti d’Europa. Le sue sorgenti forniscono acqua alla Puglia, alla Basilicata, al Salernitano e all’area partenopea. Quindi tali progetti interessano anche Lei e la sua famiglia. Impedire tali ricerche è un DOVERE anche suo.

Cordiali saluti

Con la tua firma hai mandato un messaggio chiaro a chi può impedire le trivellazioni in Irpinia e nel Sannio.

Cosa sta succedendo

Sono stati rilasciati i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi (PETROLIO) in Alta Irpinia in un’area che interessa principalmente i comuni di:
Nusco, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, San Mango sul Calore, Morra De Sanctis, Montemarano, Torella dei Lombardi, Luogosano, Sant’Angelo all’Esca, Guardia Lombardi, Paternopoli, Fontanarosa, Sturno, Gesualdo, Taurasi, Frigento, Mirabella Eclano, Venticano, Grottaminarda, Bonito, Villamaina, Flumeri, Castelbaronia, Carife, Vallata, San Sossio Baronia, Caposele e Apice (Bn)

ma ovviamente anche i Comuni limitrofi sono interessati, dato l’elevato livello di inquinamento per l’agricoltura e gravissimo danno al turismo che comporterebbe, nonchè i seri danni alla salute di PERSONE e animali (esempio Basilicata).

In data 18 luglio 2002 la Italmin Exploration srl ha richiesto il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi nelle province di Avellino e Benevento. Il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia risponde favorevolmente.

VIENE DECRETATO IL PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI.

Originariamente il permesso riguarda un’area di 69,85 Kmq, estesa con una rettifica a ben 698,5 Kmq.

I documenti sono reperibili qui

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/dettaglio.asp?cod=2105

La mappa delle zone interessate è disponibile qui

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/mappa.asp?cod=2105

RISORSE E LINK DI APPROFONDIMENTO

http://irpinianotriv.blogspot.it/

No Petrolio in Alta Irpinia