Fondo di Solidarietà Nazionale aperto ai castanicoltori.

Una buona notizia! Grazie al lavoro fatto dal collega Massimiliano Bernini e da tutti i componenti del M5S in Commissione Agricoltura in fase di presentazione degli emendamenti al DL 51 in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, abbiamo l’inserimento di una modifica al comma 3 dell’articolo 5 che consente all’aziende – che sono state danneggiate, tra l’altro, dall’attacco del cinipide del castagno e che, tuttavia, non hanno sottoscritto polizze – di accedere agli interventi compensativi del Fondo di Solidarietà Nazionale, con priorità per quelle che attuano metodi di lotta biologica.
La novità è proprio questa: sostenere economicamente quei castanicoltori che non hanno utilizzato sistemi chimici per debellare la vespa cinese ma che stanno procedendo al lancio dell’insetto antagonista, cioè del Torymus sinensys, che non ha effetti nocivi sulla castagna, sugli alberi e sulla natura.
Da quando abbiamo messo piedi qui in Parlamento abbiamo dato priorità ad un settore, quello agricolo, che ha vissuto, negli ultimi anni, una penalizzazione rispetto agli stanziamenti statali, da un lato, e l’aggravarsi di alcune criticità nella fase produttiva, dall’altro.
Mi riferisco, in particolare, al cinipide galligeno, che, a causa di una corsa sfrenata al profitto imposta dalla globalizzazione e dalle normative europee, è arrivato in Italia insieme agli alberi di castagno importati dall’Asia, stravolgendo il nostro ecosistema.
Bisognava correre ai ripari prima… attraverso misure di sostegno se è vero, come è vero purtroppo, che ad esempio la produzione castanicola della mia provincia, Avellino, che rappresenta il 40% di quella italiana, ha perso una fetta talmente tanto consistente da spingere i produttori locali, in assenza di supporto da parte della Regione Campania, a mettere mano al portofoglio, comprando i “lanci”. Io stesso ne ho finanziato uno il mese scorso e ho partecipato al rilascio dell’antagonista in uno splendido castagneto a Quindici.
Cose concrete, quindi, accanto ad atti pubblici: dopo molte interrogazioni parlamentari al Ministro competente e una proposta di legge, è arrivato questo importante emendamento che finalmente darà una boccata di ossigeno ed una mano a tutti quei castanicoltori che, nel rispetto della natura, hanno il diritto di risollevare le sorti della propria azienda attraverso la piena ripresa delle piante da castagno in termini sia di fioritura sia di vegetazione sia di produzione, con conseguente rilancio di uno dei settori più importanti per la nostra economia nazionale.

 

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Fondo di Solidarietà Nazionale aperto ai castanicoltori

Siamo andati all’Onu per dire #StopTtip

Quali conseguenze avrà il Ttip sulla stabilità economica e politica del mondo? Russia e Cina come reagiranno al blocco commerciale Atlantico? E che fine faranno i Paesi del Terzo mondo che nell’esportazione di materie prime e prodotti agricoli hanno il loro unico sostentamento?

Settimana prossima il Parlamento europeo voterà in plenaria a Strasburgo le sue raccomandazioni alla Commissione europea sul Trattato di libero scambio che l’Europa sta negoziando con gli Stati Uniti. E’ un voto decisivo sul futuro del Ttip. Il Movimento 5 Stelle Europa presenterà 13 emendamenti per mettere un freno a questa liberalizzazione selvaggia che avrà delle conseguenze negative per le piccole e medie imprese, la tutela dei consumatori e della loro salute.

Questa trattativa, in parte condotta in segreto fra i tecnici della Commissione europea e gli Stati Uniti, avrà anche delle conseguenze geopolitiche. Per analizzarle l’EU UN Association ha organizzato al Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, un seminario dal titolo “An Overview of Economic and Social Impact of International Free Trade Agreements”.

L’unica italiana presente era una portavoce del Movimento 5 Stelle Europa. Invitata dall’associazione, Tiziana Beghin ha preso un volo ed è andata a spiegare oltreoceano perché bisogna stoppare il grimaldello del Ttip. Una autorevole associazione in seno alle Nazioni Unite ha scelto come relatore una portavoce dei cittadini e non un rappresentante del governo italiano, prova della sua “credibilità” nel consesso internazionale.

Il Presidente del consiglio italiano non è stato invitato a Berlino al vertice per decidere il futuro della Grecia, figuratevi se interessa la sua opinione sul Trattato che potrebbe cambiare il volto dell’economia europea e mondiale. La sua parola conta come il due di picche, la sua azione politica ancora meno. L’Italia è emarginata in Europa e nel mondo.

LE CONSEGUENZE SUL MERCATO INTERNO

Un antesignano del Ttip esiste e si chiama Nafta. Firmato nel 1994, questo trattato di libero scambio fra Stati Uniti, Messico e Canada ha regalato al Paese più forte l’economia del più debole. Una volta entrato in vigore, in pochi mesi gli agricoltori messicani hanno registrato una contrazione del 20% delle loro vendite perché il mercato messicano era stato inondato dai prodotti a stelle e strisce più competitivi grazie ai generosi sussidi all’agricoltura da sempre praticati dagli Stati Uniti.
Il Ttip provocherebbe lo stesso disastro: il collasso del mercato interno fra gli Stati europei che secondo alcuni analisti potrebbe addirittura toccare il 40%. I più accaniti fans del Ttip promettono nuovi posti di lavoro. Forse è vero. Ma per chi? Per gli americani e le loro multinazionali che cosi riaffermeranno la loro supremazia nel mondo, relegando l’Europa al ruolo di nuova colonia.

LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE
Il Ttip avrà sicuramente un impatto sugli equilibri del commercio mondiale che regolano gli assetti geopolitici. Più che un semplice accordo di libero scambio, così come è concepito il Ttip appare una Nato economica, creata per controbilanciare la cooperazione economica fra Cina e Russia, che recentemente hanno siglato un accordo trentennale da 400 miliardi di dollari per il rifornimento di gas.
Con il Ttip il Pil della Cina potrebbe avere una ricaduta negativa fino al 2.3%, i Paesi del cosiddetto Brics diventeranno partner di riserva, i Paesi più poveri come Tanzania, Uganda e Costa d’Avorio perderanno fette di mercato a vantaggio delle merci Made in Usa e dei suoi Stati satelliti.

Chi dice che questi Paesi staranno a guardare? Quale sarà la loro reazione?

Con il Ttip si stanno costruendo le relazioni internazionali dei prossimi 50 anni. Per il Movimento 5 Stelle Europa non bisogna ripetere gli errori degli scorsi 50 anni, quando il mondo era diviso in blocchi economici e politici in concorrenza fra loro, da una parte il patto Atlantico dall’altra quello di Varsavia. La competizione selvaggia deve far posto alla cooperazione e alla convergenza fra i Paesi così da ridurre disparità e povertà, terreno di coltura di terrorismo e fanatismo.

Il Ttip non cambierà solo l’Europa. Il Ttip cambierà il mondo. IN PEGGIO!

Ecco il link per visionare l’intervento integrale di Tiziana Beghin intervenuta alle Nazioni Unite.
Inizia al minuto 19’05”     :   https://link.brightcove.com/services/player/bcpid1722935254001/?bctid=4271560226001&autoStart=false&secureConnections=true&width=480&height=270

 

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2015/06/siamo-andati-allonu.html

Tutela della sicurezza dei lavoratori

VERSO NUOVE NORME EUROPEE IN TERMINI DI SICUREZZA

Il Movimento 5 Stelle ha fatto approvare in Commissione Occupazione e Affari sociali al Parlamento Europeo il progetto di parere sui dispositivi di protezione dei lavoratori.

Ecco che cosa cambia adesso nel mondo del lavoro in tutta Europa:

  • i dispositivi di protezione individuale (gli elmetti, i guanti, i tappi per le orecchie, giacche e tute ignifughe, per esempio) devono essere inequivocabilmente efficaci nel garantire la sicurezza dei lavoratori che li indossano.
  • bisogna distinguere chi indossa o fa uso di strumenti di protezione in quattro diverse categorie: uomo, donna, giovani lavoratori e diversamente abili.
  • i dispositivi di protezione devono essere specifici, costruiti “ad hoc” con l’etichettatura della lingua nazionale e non solo esclusivamente in inglese. Le illustrazioni devono spiegare l’importanza della protezione di chi li usa, affinché il lavoratore sia consapevole del rischio che corre.
  • ogni Stato membro deve dotarsi di un organo di controllo autonomo che sia in grado di fare rispettare le regole europee con ispezioni senza avviso e motivazione. Un modo questo per abbattere anche il lavoro nero.
  • L’Europa incoraggia gli Stati membri a creare siti web o un’applicazione per smartphone che includa tutte le informazioni utili a un lavoratore per usare i dispositivi di protezione.

La battaglia è iniziata a febbraio di quest’anno quando sono stati resi noti i seguenti dati:

  • nel 2014 in Italia si sono registrati 1.009 incidenti mortali sul lavoro
  • nel 2013 (ultimi dati disponibili) sono stati denunciati ben 695mila casi di infortuni
  • l’87,65% delle aziende ispezionate dall’Inail non era in regola

Rimane soltanto più da ottenere il parere favorevole della Commissione Mercato Interno e Protezione dei consumatori per poter approvare definitivamente le nuove norme in termini di sicurezza.

Avremo una regolamentazione certa, più tutele e più garanzie” – ha commentato Laura Agea, rapporteur del documento – “Avremo una regolamentazione più chiara e omogenea in tutta Europa. Avremo controlli e sanzioni laddove le procedure non vengano applicate nella giusta maniera. Nella stesura di questo documento siamo partiti dal concetto che la sicurezza la si ottiene con la consapevolezza e la consapevolezza deriva da un’adeguata informazione

Il video della seduta della Commissione Occupazione e Affari Sociali del 1 aprile 2015 http://www.europarl.europa.eu/ep-live/it/committees/video?event=20150401-0900-COMMITTEE-EMPL

 

Taglio ai nostri stipendi da parlamentari: oltre 5 milioni di euro per le PMI

 

Ecoreati, è legge.

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E’ stata definitivamente approvata dal Senato  il 19 maggio 2015 la riforma della disciplina dei reati ambientali. Una vittoria del MoVimento 5 Stelle ! Per 21 anni i partiti se ne sono stati a dormire mentre le terre venivano devastate sopra e nel sottosuolo. Era necessario che entrassimo noi in Parlamento per “obbligarli” a muoversi.

Due anni esatti abbiamo impiegato, ma alla fine hanno vinto quelli che hanno a cuore l’ambiente, comitati e future generazioni.

Il provvedimento, nato inizialmente a mia firma come AC 957 (presentato a maggio 2013) e poi confluito nel testo unificato (a tre firme),  introduce  nuovi delitti a salvaguardia dell’ambiente, stabilendo pene più gravi rispetto all’attuale sistema sanzionatorio che attualmente punisce tali illeciti prevalentemente attraverso contravvenzioni e sanzioni amministrative previste dal Codice dell’ambiente (D.lgs. n. 152 del 2006).

La nuova legge sui reati ambientali. Il quadro normativo dei reati ambientali è oggi prevalentemente contenuto nel decreto legislativo n. 152 del 2006 – c.d. Codice dell’ambiente – e gli illeciti sono puniti a titolo di contravvenzione. Capirete, che non potevamo andare avanti così. . .

Da ieri ci sono 5 nuovi “delitti”:

  • inquinamento ambientale(art. 452-bis), che punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente «delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo» o «di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna»; aggravanti di pena sono previste se l’inquinamento riguarda specifiche aree protette nonchè (art. 452-ter)  provochi lesione o morte di una o più persone.
  • disastro ambientale(art. 452-quater), che sanziona con la reclusione da 5 a 15 anni, alternativamente, un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;  un’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l’offesa all’incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. La nuova norma prevede una clausola di salvaguardia (“fuori dai casi previsti dall’articolo 434″), volta a differenziare il disastro ambientale dal delitto relativo al crollo di costruzioni o altri disastri dolosi (cd. disastro innominato) che ha finora svolto funzione di supplenza per la mancanza di uno specifico delitto di disastro ambientale. Anche il disastro ambientale prevede un’aggravante ove il danno si produca in specifiche aree protette.
  • traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività(art. 452-sexies), che punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di chiunque abusivamente «cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente»; specifiche aggravanti sono previste in relazione all’entità del possibile danno per l’ambiente.
  • impedimento del controllo (articolo 452-septies), che  punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro ovvero ne compromette gli esiti.
  • omessa bonifica, introdotto dal Senato (art. 452-terdecies), che  punisce con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, essendovi obbligato, non provvede alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi. L’obbligo dell’intervento può derivare direttamente dalla legge, da un ordine del giudice o da una pubblica autorità.Un ulteriore reato –l’ispezione di fondali marini – è stato prima introdotto dal Senato (art. 452-quaterdecies) e poi soppresso dalla Camera. Tale reato puniva con la reclusione da 1 a 3 anni chiunque utilizza la tecnica dell’air gun o altre tecniche esplosive per le attività di ricerca e di ispezione dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi.

Il provvedimento:

  • stabilisce diminuzioni di pena per l’ipotesi colposa di inquinamento ambientale e di disastro ambientale (art. 452-quinquies) nonchè per coloro che collaborano con le autorità ed evitano che i delitti contro l’ambiente siano portati a conseguenze ulteriori (ravvedimento operoso, art. 452-decies);
  • prevede un aggravamento di pena per i reati associativi connessi ai delitti contro l’ambiente (art. 452-octies);
  • introduce nel codice penale un nuovo articolo 452-novies (aggravante ambientale), in base a cui la pena è aumentata quando un fatto-reato sia commesso per la commissione di un delitto contro l’ambiente;
  • prevede che, in caso di condanna o patteggiamento per uno dei nuovi delitti ambientali nonché per associazione a delinquere (tanto comune quanto mafiosa) finalizzata alla commissione di delitti ambientali,  il giudice debba sempre ordinare la confisca dei beni prodotto o profitto del reato o che servirono a commetterlo, salvo che appartengano a terzi estranei al reato (art. 452-undecies);
  • stabilisce che, se la confisca non è possibile, il giudice debba ordinare la confisca per equivalente (analoga disposizione è inserita nel Codice dell’ambiente, per il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, art. 260, comma 4-bis);
  • obbliga il condannato al recupero e – ove possibile – al ripristino a proprio carico dello stato dei luoghi (art. 452-duodecies);
  • prevede per i nuovi delitti ambientali il raddoppio dei termini di prescrizione;
  • prevede che alla condanna per tali i delitti consegua l’incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione;
  • impone al pubblico ministero procedente di dare comunicazione al Procuratore nazionale antimafia delle indagini per i nuovi delitti contro l’ambiente;
  • coordina la disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in caso di reati ambientali;
  • introduce nel codice dell’ambiente un procedimento per lestinzione delle contravvenzioni e degli illeciti amministrativi ambientali ivi previste, collegato all’adempimento da parte del responsabile della violazione di una serie di prescrizioni nonché al pagamento di una somma di denaro.

 

Il testo, infine, modifica gli articoli 1, 2, 5, 6, 8-bis e 8-ter della legge 150/1992. Tale legge reca la disciplina sanzionatoria della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla L. 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica.

Le nuove disposizioni rendono più severa tale disciplina sanzionatoria, di natura contravvenzionale o amministrativa.

Ecoreati. E’ legge. Ecco cosa cambia con i nuovi “reati ambientali”. Dopo 21 anni di attese ed illeciti, giustizia è fatta

 

Regolazione dei flussi migratori

Il 18 dicembre 2014 il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto un grandissimo risultato: l’approvazione della mozione sul Superamento dell’Accordo di Dublino

COS’E’ L’ACCORDO DI DUBLINO?

L’accordo di Dublino è un regolamento europeo che mira a determinare con rapidità lo Stato membro dell’Unione Europea competente per una domanda di asilo. Praticamente obbliga il primo Paese su cui mette piede il richiedente asilo – solitamente sempre i soliti paesi di confine come l’Italia – a trattare la propria domanda. Ciò mette a rischio le garanzie dei richiedenti asilo di ricevere un trattamento equo poichè l’alto numero di domande non consente al Paese una buona gestione dell’immigrazione, creando forti criticità a livello interno ed esterno e favorendo l’infiltrazione di organizzazioni criminali nei processi di gestione degli immigrati.

MAFIA CAPITALE E LA GESTIONE DEGLI IMMIGRATI

“Lo sai quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico de droga rende de meno” dice Salvatore Buzzi, numero uno della Cooperativa “29 giugno” e membro di Mafia Capitale insieme a Massimo Carminati, organizzazione “fluida” a differenza di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, che opera in un “Mondo di Mezzo”, luogo dove si realizzano sinergie criminali e si compongono equilibri illeciti tra colletti bianchi e spacciatori/rapinatori.

Un sistema studiato per far arrivare soldi pubblici ai gestori  dei centri di accoglienza per gli immigrati. “Si possono trarre profitti illeciti immenti (…) paragonabili a quelli degli investimenti realizzati in altri settori criminali come lo smercio di stupefacenti”.

Il centro del sistema è Luca Odevaine. Ex vice capo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni, che nel suo ruolo appartente al Tavolo di coordinamento nazionale riesce ad orientare i flussi di denaro: “se loro c’hanno strutture che possono essere adibite a centri per l’accoglienza da attivare subito in emergenza da attivare subito in emergenza, senza gara, le strutture disponibili vengono occupate e io insomma, gli faccio avere parecchio lavoro…”

In 10 anni il “Mondo di Mezzo” si è mangiato 100 miliardi

CHE COSA CONTIENE LA MOZIONE M5S?

Con questa mozione il governo si è impegnato a:

  • Istituire un Testo unico europeo in materia di asilo;
  • Superare Dublino III e il suo assurdo principio di chi primo accoglie gestisce;
  • Concordare con i Paesi di provenienza e transito un piano comune di gestione dei flussi anche in ottica di prevenzione della criminalità;
  • Istituire delle quote per ripartire equamente i migranti sul territorio europeo;
  • Istituire il mutuo riconoscimento, ovvero chi gestisce il migrante e lo regolarizza lo fa a nome di tutti i Paesi europei che s’impegnano a loro volta a riconoscerlo;
  • Istituire dei punti di richiesta asilo direttamente sui territori di provenienza;
  • Rivedere le note del ministero per la gestione dei centri di accoglienza e per la distribuzione dei fondi per la prima accoglienza;
  • Promuovere interventi per concedere beni e servizi agli italiani in difficoltà al fine di evitare tensioni sociali.

Qui la dichiarazione di voto di Manlio Di Stefano (Deputato M5S) per spiegare le 7 proposte per fermare l’emergenza immigrazione del Movimento Cinque Stelle

 

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Le 7 proposte M5S per fermare l’emergenza immigrazione

fonte : http://risultatim5s.it/portfolio/regolazione-dei-flussi-migratori/

Carlo Sibilia presenta il Progetto Università M5S

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“Abbiamo deciso di cominciare un percorso per collegare le parole università e futuro.
Siamo partiti dalla fotografia dello stato attuale delle nostre Università, raccogliendo i dati a partire dalla riforma del 3+2, nata con l’obiettivo di aumentare il numero di laureati italiani.
Un obiettivo non raggiunto.
Infatti a 9 anni dall’introduzione della riforma solo il 50% degli iscritti ha concluso positivamente il percorso di laurea. Una risultato fallimentare, come testimonia anche la distanza che abbiamo ancora con il resto dei paesi europei.
Se l’obiettivo fissato dal programma Horizon è il 40% di laureati tra i 30 e i 34 anni da raggiungere entro il 2020… ebbene la media OCSE è del 37%, quella italiana di appena il 22%. Siamo in terribile ritardo.
Questo dato è certamente correlato al fatto che laurea in Italia non è sinonimo di lavoro.
Solo col crescere dell’età le statistiche dell’occupazione premiano chi ha un titolo accademico rispetto a chi ha un diploma.
L’iscrizione all’università è sempre stata un lusso che non tutte le famiglie italiane possono permettersi.
I finanziamenti per gli atenei italiani sono costantemente tagliati dai governi e, di conseguenza, i costi dell’istruzione universitaria gravano quasi completamente sulle famiglie.
Nel sostegno allo studio infatti siamo fanalino di coda non solo in Europa, ma tra tutti i Paesi del mediterraneo visto che lo Stato garantisce una borsa di studio solo al 15% degli studenti. E se nel 2008 il nostro Paese destinava a questa voce di spesa 9 milioni di euro, nel 2013 questa cifra irrisoria si è ridotta ulteriormente del 18%.
Complessivamente solo l’1% del nostro PIL è destinato ad università e ricerca, si pensi che per raggiungere la media dei paesi europei bisognerebbe investire tra i 30 e i 40 miliardi in più all’anno!
C’è poi una grossa carenza di personale che il consiglio universitario nazionale ha calcolato in circa 14.000 docenti e 9.000 ricercatori. Manca all’appello circa il 30% di professori ordinari e il 17% di professori associati, -25% rispetto alla media dell’Unione Europea.
Il motivo è presto spiegato: mancano i fondi pubblici, c’è il blocco del turn over (non c’è ricambio), ma anche l’età avanzata del pensionamento.
Pensate che per ogni professore ordinario che va in pensione si sbloccano risorse per assumere ad esempio 2 nuovi ricercatori o per l’avanzamento di carriera di 4 ricercatori o di 2 professori associati.
Ecco, questo è lo scenario, la fotografia di un disastro, che però non ci scoraggia.
L’Università italiana ha bisogno di nuove idee, di nuova linfa.
Siamo motivati a risollevare l’università e vogliamo farlo ripartendo dal diritto allo studio, fissando un tetto massimo alle tasse di ogni ateneo, abbassandole alle famiglie con redditi medio-bassi e fissando una no-tax area per quelle che sono al di sotto della soglia di povertà.
Abbiamo proposto una legge che i partiti hanno insabbiato. Per cui pensiamo sia importante che il supporto arrivi direttamente dagli interessati. Da voi.
Scaricate, firmate e diffondete la petizione e usate la nostra email per richieste o aggiornamenti.
Porteremo le firme al ministro Giannini per fargli capire quanto sia importante un accesso equo agli studi.
Dobbiamo poi ridare valore alla ricerca aumentando gli investimenti nelle nuove tecnologie. Ampliando l’uso degli strumenti telematici possiamo incrementare la qualità dell’istruzione universitaria.
Non ci possiamo più permettere di laureare sulla base di modelli vecchi sperando che da quelli nascano miracolosamente modelli innovativi.
Un’altra risorsa su cui vogliamo puntare sono gli incubatori universitari che nascono per trasformare le idee nelle pratiche che migliorano la vita dei cittadini. Le imprese che portano innovazione dovranno trovare un nido nelle Università per trovare poi sbocco nella società Questo è un passaggio chiave per fare entrare l’Università all’interno del tessuto economico e sociale del nostro Paese. Per evitare che i nostri migliori studenti per mettere in pratica le loro idee debbano fuggire all’estero.
Cominceremo vistando questi incubatori del
SUD ITALIA E ISOLE
Città della Scienza – Napoli, Consorzio ARCA a Palermo, Technest a Cosenza.
CENTRO ITALIA
The Hive ad Ancona, IUF – Incubatore Universitario Fiorentino a Firenze, Scuola Superiore Sant’Anna a Pisa.
NORD ITALIA
I3P – Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino a Torino, Polihub – Incubatore del Politecnico di Milano a Milano, Trentino Sviluppo S.p.A. a Rovereto (TN)
Ogni volta che immaginiamo il futuro, quei nuovi modelli di energie rinnovabili, di rifiuti zero, di una economia basata sulla felicità e non più sul profitto, è nelle università che si cercano le strade praticabili, sono quelli i luoghi da cui partire per arrivare al futuro che abbiamo pensato. La nostra ambizione è quella di volere portare nelle nostre vite, soluzioni virtuose, già sperimentate, che funzionano, ma che il vecchio sistema, quello delle clientele e delle lobby, ha sempre ostacolato per favorire i loro interessi.
Per fare questo abbiamo bisogno di voi. Degli studenti, dei docenti, dei ricercatori. Non abbiamo bisogno solo di finanziamenti ma di idee e di persone motivate: cominciamo insieme questo percorso.”

Carlo Sibilia, portavoce M5S Camera

 

17 miliardi per il ‪#‎RedditoDiCittadinanza‬

Per le cose importanti i soldi non ci sono mai. Così dicono i partiti… che sanno benissimo che i soldi quando servono a loro, finanziamenti elettorali inclusi, ci sono sempre. Per esempio per acquisirsi benemerenze presso gli USA con l’acquisto degli F35 o regalando l’ICI al Vaticano o per finanziare i giornali amici. Per il reddito di cittadinanza le coperture pari a 16.961.000.000,00 € ci sono e sono state certificate una ad una al contrario dei numeri di aria fritta sulla crescita del Pil o della disoccupazione forniti a giorni alterni dal governo.
Per l’esattezza le coperture sono:

RISPARMIO DI SPESE ATTUALI MEDIANTE ACQUISTO CENTRALIZZATO CONSIP
Tagli alle spese delle PA mediante la centralizzazione degli acquisti. Ogni oggetto acquistato dalla Pubblica amministrazione dovrà avere lo stesso prezzo da Aosta a Bari e da Udine a Palermo
€ 5.000.000.000

TAGLI SPESE MILITARI
Tagli alle spese militari relativi ad investimenti pluriennali per sistemi d’arma. Con questo taglio si destinano al reddito di cittadinanza le risorse prima destinate all’acquisto degli F35
€ 2.500.000.000

CANONI RICERCA SUGLI IDROCARBURI
Aumento canoni per attività di ricerca e contivazione idrocarduri in Italia.
In questo modo scegliamo di finanziare una parte del reddito di cittadinanza con l’aumento di quanto debbono pagare le multinazionali per la ricerca di gas e petrolio
€ 2.500.000.000

RIDUZIONE DELLA PERCENTUALE DI DEDUCIBILITA’ DEGLI INTERESSI PASSIVI PER BANCHE ED ASSICURAZIONI
Aumento di entrate a carico dei bilancio di banche ed assicurazioni
€ 900.000.000

AUTO AZIENDE OSPEDALIERE
Eliminazione delle auto blu delle aziende ospedaliere non strettamente indispensabili ai servizi sanitari
€ 800.000.000

RIDUZIONE PENSIONI D’ORO
Contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro con aliquote progressive in base all’entità della pensione. Si richiede un contributo progressivo sulle pensioni più alte
€ 700.000.000

AUMENTO DELL’ALIQUOTA DEL PREU (Prelievo Erariale Unico)
Tassazione gioco d’azzardo per una aliquota a carico dei concessionari dei giochi. Si aumentano le tasse sul gioco d’azzardo
€ 600.000.000

8 PER MILLE IRPEF NON DESTINATO
Acquisizione al Fondo per il reddito di cittadinanza della quotadell’8 per mille delle dichiarazioni IRPEF non destinato dai contribuenti. Il vincolo di destinazione può essere limitato alla sola parte dell’8 per mille non optato destinata allo Stato. Ogni cittadino potrà quindi contribuire al reddito di cittadinanza: non destinando l’8 per mille nella dichiarazione dei redditi
€ 600.000.000

SOPPRESSIONE ENTI INUTILI
Soppressione di tutti gli enti pubblici non economici. Va altresì prevista una serie di deroghe come nel caso delle federazioni sportive e degli enti operanti nel settore della cultura
€ 400.000.000

TAGLIO CONSULENZE PA
Taglio alle spese sostenute dalle PA per consulenze.
€ 300.000.000

ABOLIZIONE FONDI SOCIAL CARD
La social card verrebbe sostituita in pieno dal reddito di cittadinanza. E’ per questo che possiamo superarla.
€ 299.000.000

CONCESSIONI AUTOSTRADALI
Si propone l’aumento della percentuale del canone annuo a carico concessionari autostradali al netto di qualsiasi aumento dei pedaggi
€ 140.000.000

TAGLI AUTO BLU
Riduzione del montante complessivo delle spese sostenute dalle PA per un montante complessivo non inferiore a 100 milioni di euro annui. Si stabilisce una ulteriore riduzione delle auto blu al fine di prevedere un risparmio non inferiore a 100.000.000 di euro annui
€ 100.000.000

RIDUZIONE AFFITTI PA
Tagli alle spese delle PA per affitti di immobili. Si stabilisce di razionalizzare l’utilizzo degli immobili di proprietà pubblica al fine di ridurre di almeno 100 milioni pubblica per locazioni
€ 100.000.000

IMU CHIESA
Eliminazione esenzione del pagamento dell’IMU, della TASI e della TARES sugli immobili di proprietà della Chiesa con esclusione dei luoghi di culto. La Chiesa pagherà le tasse sugli immobili, tranne che per quelli destinati al culto
€ 100.000.000

TAGLI ORGANI COSTITUZIONALI
Taglio della dotazione degli organi costituzionali ad esempio la Presidenza della Repubblica, il Governo, il Parlamento e la Corte Costituzionale possono concorrere all’alimentazione del Fondo per il reddito di cittadinanza, deliberando autonomamente riduzioni di spesa sia delle indennità dei parlamentari, sia degli stanziamenti dei propri bilanci per un importo annuo complessivo pari a 62.000.000 di euro
€ 62.000.000

RIDUZIONE DELLE INDENNITA’ PARLAMENTARI
Riduzione dell’importo dell’indennità dei parlamentari in misura non superiore a 5.000 euro lordi.
€ 60.000.000

EDITORIA
Estinzione del fondo straordinario sostegno all’editoria su cui ci sono, nel 2015, circa 28 milioni di euro. Eliminazione di ogni contributo pubblico all’editoria
€ 51.000.000

TAGLIO FINANZIAMENTI PARTITI
Taglio del finanziamento pubblico ai partiti che i Governi Letta-Renzi hanno fatto finta di tagliare
€ 45.000.000

DIVIETO CUMULO PENSIONI
Non è quantificabile il gettito, stimato in qualche decina di milioni di euro. Divieto comunque di percepire più di una pensione
€ 40.000.000

ELIMINAZIONE CONTRIBUTI STATALI PER LE INTERCETTAZIONI
Eliminazione della tassa che lo Stato deve pagare alle compagnie telefoniche per effettuare intercettazioni con finalità investigative
€ 5.000.000

TAGLI SPESE MILITARI +
Gli articoli 586, 992, 2229 e 2230 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, vengono abrogati. Si prevede la soppressione di alcune spese militari
TAGLI FONDI FINANZIAMENTO AI PARTITI +
Abolizione del trasferimento ai partiti del 2 x mille destinato dai contribuenti IRPEF.
TAGLI BANCA ITALIA +
La BI è indipendente nell’esercizio della gestione delle sue finanze, quindi non si può prevedere per legge un obbligo di versare quote di riserve o dividendi.
DIVIDENDO INPS PARTECIPAZIONI BANCA D’ITALIA
I dividendi percepiti dall’INPS sulle partecipazioni di banca d’Italia sono destinati al Fondo per il reddito di cittadinanza.
Queste ultime quattro voci assommano a circa un miliardo di tagli

Il 9 maggio il M5S organizza una marcia pubblica per il reddito di cittadinanza. Il percorso sarà Perugia – Assisi di 24 chilometri. Il reddito di cittadinanza è un diritto del cittadino e non una regalia, non 80 euro di elemosina. Consente a chi ha perso il lavoro, o non lo ha mai avuto, come è diventata la regola, una vita dignitosa. Il tetto massimo del reddito in mancanza di altri introiti è di 780 euro. Si possono rifiutare fino a tre occupazioni proposte dallo Stato prima di perderne il diritto. Sono necessari circa 17 miliardi di euro (16.961.000.000,00 €). Ogni spreco da eliminare e a cui attingere per il reddito di cittadinanza sarà riportato sul blog nei prossimi giorni. Finora la spending review l’hanno fatta sulle spalle dei cittadini, è ora di fare il contrario. Chi ci governa si dimentica di essere nostro dipendente e di dover rispondere del suo operato ai cittadini. Oggi se va bene ne risponde solo ai giudici. La marcia Perugia – Assisi sarà preceduta da una marcia virtuale di 14 giorni che partirà da Bolzano e toccherà molti luoghi simbolici dell’attuale degrado dell’Italia.

Ps:Nei prossimi giorni ogni singola voce di taglio agli sprechi per il reddito di cittadinanza verrà spiegata in dettaglio.  (Luigi Di Maio)

 

UN AIUTO A CHI RIMANE IN ITALIA

Il Movimento 5 Stelle ha fatto approvare nella legge di stabilità una norma contro la delocalizzazione per salvaguardare gli investimenti sulle imprese in Italia e i diritti dei lavoratori italiani.

La norma (1) è a prima firma del Deputato Mattia Fantinati, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Attività Produttive e prevede che se un’azienda beneficia di un contributo pubblico ed entro 3 anni delocalizza la produzione fuori dall’Europa con riduzione di almeno il 50% del personale, il beneficio decade e l’azienda deve restituire tutto.

SERVE UNA RIFORMA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO

Ci sono aziende che chiudono qui in Italia per aprire in Paesi dove la manodopera costa meno, ma quasi sempre non è questo il vero motivo per cui delocalizzano.

Infatti, la scusa della manodopera a basso costo negli altri Paesi è spesso raccontata per giustificare il fatto che le imprese vogliono chiudere in Italia oppure che devono ridurre ai propri dipendenti lo stipendio o peggiorare le loro condizioni lavorative.

Le 27 mila azienda che hanno delocalizzato lo hanno fatto principalmente in Francia, Svizzera, Austria dove la manodopera non costa di meno, ma dove è più facile fare impresa. E’ quindi fondamentale che il Governo si adoperi per creare le condizioni per cui in Italia sia possibile fare impresa in condizioni se non ideali, almeno migliori, per poter aiutare la ripresa economica e l’occupazione nel nostro Paese. Il Movimento 5 Stelle, con la norma elaborata da Fantinati lo dimostra, sta concretamente facendo la sua parte.

(1) Emendamento approvato a prima firma di Fantinati

Taglio ai nostri stipendi da parlamentari: oltre 5 milioni di euro per le PMI

FINALMENTE UNA TERAPIA PERSONALIZZATA PER OGNI PAZIENTE

Il 2015 si apre con una grande e positiva novità per la sanità italiana: sono in arrivo i farmaci monodose.

In sostanza questo nuovo e rivoluzionario provvedimento – rivoluzionario per l’Italia visto che in altri paesi europei e negli Stati uniti è già in vigore da parecchi anni – prevede la fine dell’obbligo dell’acquisto di farmaci in confezioni standard: un dottore potrà in pratica prescrivere ad un paziente il numero esatto di dosi necessarie alla cura, evitando ad esempio di sprecare un’intera confezione di medicinali solo per poche unità.

Il successo, sia politico che pratico, non è certamente secondario in un paese da sempre condizionato dalle politiche delle multinazionali farmaceutiche, in grado di far prescrivere confezioni multidose anche quando quelle effettivamente sufficienti per la cura del paziente si contavano sulle dita di una mano. Dal punto di vista pratico aumenta anche la sicurezza per il paziente stesso, venendo di fatto eliminato il rischio di sovradosaggio: in caso di necessità il dottore in ospedale potrà sempre prescrivere dosi aggiuntive.

Ultimo, ma non certo per importanza, c’è il fattore economico: i medicinali saranno conservati in maniera centralizzata nelle strutture sanitarie ed il dosaggio dovrà essere monitorato scrupolosamente con tecnologia barcode, ovvero con codici a barre a lettura ottico. Questo stratagemma permetterà di razionalizzare ed ottimizzare il consumo di farmaci in tutta la struttura e al tempo stesso di tenere sempre sotto controllo, in tempo reale, il flusso in ingresso ed in uscita di fiale, pillole e pasticche.

UNA STORICA BATTAGLIA M5S

L’iniziativa finalizza una storica battaglia del M5S (1) che si è concretizzata con la legge di stabilità 2015, entrata in vigore il primo gennaio di quest’anno (2).

In particolare il comma 591 (3)  introdotto grazie ad una norma a prima firma della Deputata M5S Giulia Grillo (4)  sancisce un periodo di sperimentazione iniziale di 2 anni riservato ad ospedali e strutture sanitarie, come verifica per constatare il risparmio effettivo per le casse dello Stato che, in materia di spesa pubblica, sono sempre più sofferenti. Il passo seguente e naturale sarà quello di estendere l’attuazione della proposta M5S anche alle farmacie, permettendo anche ai privati l’acquisto delle singole dosi di farmaci riducendo sia gli sprechi domestici che la spesa personale.  (http://risultatim5s.it)

 

(1) Storica battaglia M5S sul farmaco monodose

(2) Legge di stabilità 2015

(3) Comma 591

(4) Articolo de “Il Fatto Quotidiano” sull’iniziativa M5S a prima firma di Giulia Grillo

MICROCREDITO M5S: CE L’ABBIAMO FATTA! PRENDILATUAPARTE

Stiamo segnando la storia . Una cosa del genere non si è mai vista in tutto il mondo, politici che si tagliano lo stipendio e lo restituiscono alla collettività, per combattere la disoccupazione, per infittire il tessuto delle piccole imprese, vera ricchezza di questo Paese.

Finalmente ci siamo, domani sarà un giorno che difficilmente dimenticheremo. Domani presentiamo alla cittadinanza il Microcredito M5S. Lo faremo al mercato di Testaccio, a Roma, dove avremo l’occasione di incontrare i destinatari della nostra iniziativa: tutti i cittadini e, in particolare, i giovani che intendono intraprendere iniziative economiche. Insieme al mercato, nel luogo prescelto, v’è infatti anche un centro di orientamento, formazione, avviamento al lavoro.

Abbiamo lottato due anni per avere quanto, in un Paese normale, ci avrebbero messo a disposizione sin dal primo giorno in cui abbiamo messo piede qua dentro, vista la nostra volontà di restituire parte dei nostri stipendi. Avrebbero dovuto premiare questa (buona) volontà, invece ci hanno messo i bastoni fra le ruote in tutti i modi possibili e ci sono voluti due anni per riuscire a ottenere quanto dovuto.

Ora il Microcredito M5S c’è. Grazie alle nostre pressioni e grazie ai nostri tagli, attraverso i quali abbiamo messo da parte 10 milioni di euro. Questa somma sarà versata nel fondo e consentirà l’apertura di una nuova impresa al giorno con un assegno fino a 25mila euro ciascuna. Un fondo che si rigenera automaticamente e che consentirà, quindi, il suo utilizzo potenzialmente all’infinito.

Bisogna esserci tutti! Dobbiamo dire ai cittadini di PRENDERSI LA LORO PARTE. È il momento di guardarli in faccia e far conoscere cosa è il MoVimento 5 Stelle.

L’appuntamento è per domani alle 10 al mercato di Testaccio, vi si accede da via Galvani, 108 o arrivando in fondo a via Volta.   (Salvatore Micillo)

 

Tutte le info : www.microcredito5stelle.it

locandina microcredito
Per la provincia di Avellino :
Pres. Carlo Cardinale Via Annarumma 69 83100 Avellino (AV) Tel. 0825 37953 – Fax 0825 37953