Cambiare tutto per non cambiare nulla. La Provincia abolita è ancora in funzione.

Comunicato Stampa.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. La Provincia ‘abolita’ è ancora in funzione. Siamo stati facili profeti”.

Così il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, che traccia una sorta di bilancio della cosiddetta legge sul riordino delle province.

“Viabilità, trasporto pubblico, ambiente, istruzione e pari opportunità rappresentano ambiti strategici per la qualità della vita dei cittadini che sono ancora in capo all’Ente sovracomunale irpino che l’ex ministro per le Riforme, Graziano Del Rio, aveva sbandierato ai quattro venti di aver abolito” – continua il parlamentare avellinese, che aggiunge: “Quella che era stata annunciata a reti unificate come una riforma fondamentale per il Paese e per la lotta agli sprechi si è rivelata un buco nell’acqua. Le province sono tutt’ora chiamate ad assolvere alle loro funzioni, anche a quelle che dovevano essere trasferite alla Regione”.

“Nessun riordino, nessun risparmio, nessuna semplificazione burocratico-amministrativa. Anzi, la situazione è peggiorata perché questa legge ha aumentato i costi della politica, ha messo in pericolo i dipendenti, ha eliminato le elezioni dirette e ha favorito episodi di corruzione. Ciò che avevamo preannunciato, purtroppo è divenuto realtà” – conclude Sibilia.

Bilancio comunale Avellino, grave crisi finanziaria per errori e malgoverno

Comunicato Stampa.

“Un’amministrazione comunale ha il dovere di dire la verità ai propri cittadini sui conti dell’Ente. Non si devono nascondere dati e cifre. I documenti devono essere resi pubblici e visionabili da chiunque. Solo così si possono garantire trasparenza e partecipazione nella gestione della cosa pubblica” – così il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, a proposito del bilancio del Comune di Avellino.

“Secondo una nostra analisi – spiega il parlamentare – e come già denunciato pubblicamente in questi mesi, le casse di Palazzo di Città non se la passano bene, Anzi, si può parlare di una vera e propria situazione di grave crisi finanziaria determinata dagli errori e dal malgoverno delle amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli anni e dalle quali noi avellinesi abbiamo ereditato e stiamo ereditando debiti per milioni e milioni di euro”.

“Basta snocciolare i numeri per impallidire: debiti fuori bilancio riconosciuti dal 2010 al 2014 per la somma di € 23.752.657,85 di cui € 10.160.100,15 riconosciuti nell’anno 2014; debiti fuori bilancio riconosciuti e finanziati dopo la chiusura dell’esercizio 2014 per la somma di € 283.273,83; debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento dopo la chiusura dell’esercizio 2014 per la somma di euro 3.141.815,95” – dichiara Sibilia, che prosegue: “A tutto questo vanno aggiunti il mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, per far fronte a debiti pregressi, per la somma di € 15.167.299,80, e i debiti nei confronti delle società partecipate per la somma di € 1.226.073,32”.

“Abbiamo un disavanzo di amministrazione di € 21.703.267,26 da ripianare in 30 anni a quote annuali costanti di € 723.442,24. Abbiamo un indebitamento al 31 dicembre 2014 di € 80.779.792,07 di cui € 50.822.709,03 nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti, € 27.134.368,39 nei confronti della Banca Opi in Pool Con ed € 2.302.558,81 nei confronti di Crediop. E come se non bastasse – incalza il portavoce 5 Stelle – ci sono da evidenziare anche alcuni profili sulla trasparenza, già rilevati dall’OIV, Organo Indipendente di Valutazione, riferite al 2014 e riguardanti la carenza di rappresentazioni grafiche esplicative del significato delle informazioni e delle relazioni organizzative/funzionali, nonché l’incompleta corrispondenza tra la sezione Amministrazione trasparente ed il sito istituzionale, mentre la documentazione relativa all’anno 2015 non risulta ancora pubblicata ancorché il termine sia scaduto il 29 febbraio 2016”.

“Che dire. Una situazione, quella che vive il Comune di Avellino, che avalla le criticità e le perplessità sugli equilibri di bilancio rilevate dalla Corte dei conti nel 2014 dall’esame dei consuntivi 2010 – 2012 e che ci preoccupa notevolmente. Per questo chiederemo all’amministrazione e alla stessa Corte dei Conti di fornirci informazioni e documentazione per approfondire ulteriormente e procedere ad eventuali denunce. L’Ente comunale deve agire come un buon padre di famiglia con onestà, trasparenza e soprattutto nell’interesse della comunità, offrendo servizi e tenendo i conti a posto. Mi sembra che tutto ciò, negli ultimi anni, non sia accaduto ad Avellino” – conclude Sibilia.

Acqua e terreni: possibile bonificarli

Comunicato Stampa.

“L’acqua è vita e come risorsa naturale, indispensabile per la sopravvivenza umana e per l’equilibrio naturale, va tutelata e preservata da ogni tipo di attacco” – così il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia, che fa sapere di aver organizzato un interessante convegno sul tema della “bonifica delle acque e dei terreni” in programma per venerdì 18 marzo, a partire dalle ore 18, presso il convento di Santa Maria degli Angeli alla frazione Torchiati di Montoro.

“Un’occasione importante – spiega il parlamentare avellinese – per accendere i riflettori su una problematica di cui ci siamo occupati: l’inquinamento idrico e del sottosuolo dovuto ad agenti chimici. Ricordiamo tutti l’emergenza tetracloroetilene nei pozzi che dissetano Montoro e Solofra, di cui ci siamo occupati nei mesi scorsi”.

“Questa volta aggiungeremo un tassello in più: la presenza di illustri esperti del settore ci aiuterà a capire come ragionare su modelli di depurazione applicabili ai casi concreti – spiega il portavoce 5 Stelle – perché è importante anche lanciare proposte che le Istituzioni locali possono vagliare e rendere concrete”.

Al tavolo, infatti, siederanno il professor Alessandro Piccolo, direttore del Cermanu centro interdipartimentale di ricerca sulla risonanza magnetica nucleare per l’ambiente, l’agro alimentare ed i nuovi materiali, e il dottor Roberto Ricci, responsabile “Biosearch Ambiente” srl Environment Park di Torino, partners in GreenAmBioTech srl, costituendo spin-off dell’università Federico II di Napoli. Saranno presenti, inoltre, i sindaci delle aree colpite dall’inquinamento, ai quali è stato rivolto l’invito a partecipare; introdurrà l’ingegner Niccolò Parente.

“Mentre si sta tentando con ogni mezzo di privatizzare la risorsa idrica in dispregio del referendum del 2011, noi del Movimento 5 Stelle siamo convinti che l’acqua vada tutelata da ogni tipo di attacco sia esso di natura chimica sia esso di natura economica. Per questo ci batteremo a Roma come sui territori e in particolare in Irpinia e nel Sannio, dove si sta tentando di scippare la gestione alla mano pubblica per consegnarla al privato. Il che è inaccettabile” – conclude Sibilia.

Stopbiocidio ed area vasta: incontro con l’assessore Penna

Comunicato Stampa.

“Da qualche tempo la proposta di progetto di Area Vasta, di cui il Comune di Avellino è uno dei principali promotori, è entrata nella fase di discussione tra le amministrazioni aderenti per definire le priorità, gli obiettivi comuni, i temi da sviluppare e l’organizzazione generale dei lavori. Nello scorso mese di febbraio si sono tenute le prime riunioni per la discussione e la definizione di tali aspetti, mentre altri incontri sono state già programmati per le prossime settimane” – esordisce il gruppo del Meet up di Avellino. “Ci ha particolarmente colpito – commentano gli attivisti – il recente contributo che ha fornito l’assessore all’ambiente del Comune di Avellino, l’ingegnere Augusto Penna, subentrato a fine gennaio al dimissionario Roberto d’Orsi, che, nel corso dell’incontro tenutosi ad Atripalda il 19 febbraio scorso, ha parlato di temi connessi alla difesa del suolo, alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio come elementi fondamentali da tenere presenti per tutte le progettazioni che saranno sviluppate nell’ambito dell’incubatore dell’Area Vasta”. “Per approfondire questi temi abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con l’assessore. Il nostro intento – dichiarano i cittadini attivi – era verificare se fosse o meno a conoscenza di tutte le attività svolte nell’ambito della campagna #stopbiocidio, nonché degli impegni presi dai comuni della Valle del Sabato e dagli altri soggetti istituzionali coinvolti (ASL, ARPAC, ASI, AdB) nel contesto dei tavoli di lavoro convocati e coordinati dal Prefetto di Avellino nel corso del 2014”.
“L’assessore – spiegano – ci ha ricevuto il 25 febbraio, assieme ad esponenti del Movimento Difesa del Cittadino, associazione che ha seguito e ha supportato fin dall’inizio l’iniziativa #stopbiocidio. L’ingegnere Penna ha ascoltato quanto da noi rappresentato ed abbiamo così appreso che l’esponente della giunta Foti non aveva notizia alcuna delle attività da noi svolte tra la fine del 2013 e tutto il 2014 sul tema dell’inquinamento ambientale della Valle del Sabato, a partire dalla raccolta firme #stopbiocidio lanciata nel 2013 fino al protocollo d’intesa discusso al tavolo tecnico presso la prefettura nelle riunioni di luglio e settembre 2014”.
“Il fatto che queste tematiche non fossero note all’assessore può essere comprensibile vista la recentissima nomina ma, al tempo stesso, non possiamo non meravigliarci – incalzano gli attivisti – di come i sindaci dei Comuni presenti alla riunione ad Atripalda, già seduti ai tavoli tecnici a Palazzo di Governo, abbiano ritenuto di non comunicare a Penna che era già stato messo a punto un protocollo di intesa per regolare quelle stesse attività di studio e monitoraggio dell’ambiente e del territorio di cui l’ingegnere ha parlato nel suo intervento. L’assessore ha ritirato copia dei documenti, dei verbali delle riunioni e del protocollo d’intesa e si è impegnato a dare seguito a tali azioni anche nell’ambito delle attività da realizzarsi nel contesto del progetto di Area Vasta”.
“Per parte nostra, abbiamo sottolineato che ci aspettiamo come minimo che siano approntati i seguenti progetti, per dare seguito agli impegni che i Comuni della Valle del Sabato hanno condiviso in sede di tavolo tecnico presso la prefettura: progetto di realizzazione di due stazioni fisse di rilevamento continuativo ed automatico della matrice aria da istallarsi in località Pianodardine, ad est ed ad ovest dell’area ASI (presumibilmente in territorio dei Comuni di Avellino e di Prata P.U.); raccolta e pubblicazione trasparente e continuativa dei dati disponibili e di quelli eventualmente forniti dalla nuove centraline di cui al punto precedente; progetto di monitoraggio della matrice terreno per la valutazione della carica di inquinanti accumulata. L’assessore ha riconosciuto che tali proposte risultano ragionevoli, soprattutto in considerazione del fatto che i soggetti istituzionali (in particolare ARPAC e ASI) sono già stati coinvolti nel corso delle citate attività di coordinamento svolte dal prefetto nel corso del 2014 e che gli impegni e le specifiche competenze e/o responsabilità operative sono già state formalizzate nel protocollo d’intesa. Penna si è inoltre impegnato a dare seguito a quanto abbiamo discusso nel corso dell’incontro per arrivare a realizzarlo materialmente. Noi per parte nostra vigileremo per verificare che i suoi impegni si traducano in azioni concrete” – concludono i cittadini attivi del Meet up di Avellino.

Caso El.Ital, interrogazione al ministro Guidi

Comunicato Stampa.

“Quali iniziative il Governo intende porre in essere per una rapida conclusione della vertenza che consenta ai lavoratori di ottenere le spettanze arretrate e di tornare ad avere un’occupazione stabile?” – è quanto chiesto dal deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia in un’interrogazione indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, sul caso El.Ital.

“Come anticipato qualche settimana fa, ho presentato un atto di sindacato ispettivo perché questa vicenda si sta trascinando da troppo tempo a tutto danno dei lavoratori e delle loro famiglie” – commenta il portavoce irpino che, nell’interrogazione datata 16 febbraio, ripercorre tutta la storia dello stabilimento di Pianodardine e delle mancate promesse da parte del Gruppo Pugliese.

“Apprendo in queste ore che la proprietà dell’azienda si è impegnata a saldare il dovuto ai lavoratori entro una decina di giorni – continua Sibilia – ed io me lo auguro anche se purtroppo in questi mesi abbiamo assistito a continui rinvii e ad uno scaricabile delle responsabilità tra la proprietà aziendale, da un lato, e le Istituzioni, dall’altro, in merito ad una conclusione positiva della vertenza”.

“Giustamente i lavoratori sono preoccupati per il reale pagamento delle spettanze arretrate e per le sorti dello stabilimento, il cui futuro ad oggi appare ancora incerto. Spero che quanto prima si possa scrivere la parola fine a questa vicenda e che i dipendenti tornino ad avere un’occupazione stabile nel rispetto di tutti i loro diritti in materia di lavoro” – conclude il parlamentare 5 Stelle.

Immigrazione,fermare il business delle cooperative

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Il business della gestione degli immigrati è arrivato anche in Irpinia, ma il vaso di Pandora è finalmente stato scoperchiato”. Così il deputato avellinese del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia a proposito del sequestro di 7 centri di accoglienza effettuato dai Carabinieri del Nas nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino.

“Lo scorso ottobre – ricorda il portavoce irpino – ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno sulla gestione e sui costi dei flussi migratori in Italia, mentre a dicembre la mia collega Vega Colonnese della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, dopo i fatti di Scampitella ha chiesto ad Alfano, in un atto di sindacato ispettivo da me cofirmato, di assumere iniziative per monitorare l’operato e i servizi offerti dai soggetti affidatari operanti in provincia di Avellino, anche in virtù della denuncia pubblica effettuata dalla Cgil e mai presa seriamente in considerazione dalle autorità preposte”.

“E’ davvero incomprensibile – incalza Sibilia – che alcuni dei gestori dei centri di accoglienza, così come risulta dalla delibera della prefettura di approvazione graduatoria, la n. 6809/2015 del 25 marzo, siano quelli già noti alle cronache perché legati a Mafia Capitale. Altri, invece, sono nati con scopi differenti per poi improvvisarsi operatori dell’accoglienza”.

“Quindi, sui primi è mancato un controllo serrato dei precedenti da parte delle Istituzioni preposte, sui secondi non si sono verificate le condizioni di affidabilità. Il risultato? Scarse condizioni igieniche, scadente qualità del cibo e strutture inadeguate ad ospitare gli immigrati. Un business, questo, che intreccia gli affari delle cooperative e i finanziamenti da parte dello Stato e che va fermato al più presto perché contrario al rispetto dei diritti umani cui deve essere improntato il sistema di accoglienza” – aggiunge il parlamentare 5 Stelle che continua: “Siamo in una fase di piena emergenza con circa 300 immigrati da redistribuire entro il 19 febbraio e l’arrivo di altrettante persone sul nostro territorio. Molti Comuni non riusciranno a gestire questo nuovo flusso. Occorre rivedere tutto il sistema per scongiurare il ripetersi di casi simili a quelli che si sono verificati in Irpinia. La politica faccia la sua parte nelle sedi opportune. Il Parlamento si assuma la responsabilità di voltare pagina e di scrivere un altro capitolo sull’immigrazione che contempli realmente accoglienza ed integrazione”.

“Tralasciando il fatto che siamo una delle province con il tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Italia e che, quindi, faremmo bene a pensare prima ai problemi di casa nostra, tale vicenda pone il Ministero dell’Interno di fronte alla necessità di una seria riflessione: se non siamo in grado di esercitare un controllo su questo business, allora non siamo nelle condizioni di accogliere nessuno”, conclude Sibilia.

I debiti dell’Alto Calore li paghino gli amministratori e non i cittadini

Comunicato stampa.

“Scoprire un buco di 120 milioni nel bilancio dell’Alto Calore è come scoprire l’acqua calda e restiamo proprio in tema” – così il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, che aggiunge: “È da aprile 2014 che chiedo i documenti alla società di Corso Europa ma senza esito. Me li hanno sempre negati perché evidentemente è impossibile giustificare una voragine di queste dimensioni”.

“Forse perché ad Avellino con l’acqua si mangia anziché bere – commenta il portavoce avellinese – o forse perché verrebbero fuori tante magagne dei partiti, unici responsabili di questa gravissima situazione. Ora vorrebbero vendere la nostra acqua a Caltagirone (Acea) per tramite di Gesesa a causa della loro incapacità, condannandoci a licenziamenti e aumento della bolletta dell’acqua”.

“La verità è che Alto Calore deve essere commissariata e diventare una municipalizzata speciale senza distribuzione di utili, mentre i debiti contratti devono pagarli gli amministratori responsabili. Il Movimento 5 Stelle darà battaglia su questo tema perché l’Irpinia, che è il secondo bacino idrico d’Europa, non può perdere una partita così importante” – conclude Sibilia.“
 

Ex Irisbus ed El Ital, il fallimento della classe politica

Comunicato Stampa.

“Ex Irisbus ed El Ital, due vertenze ancora in piedi che certificano, laddove ve ne fosse ulteriore bisogno, il fallimento della classe politica che ha governato gli insediamenti industriali del nostro territorio e dei sindacati che, anziché essere dalla parte dei lavoratori, hanno fatto gli interessi di imprenditori senza scrupoli” – così il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, rispetto a due delle questioni più preoccupanti che si registrano in Irpinia da diverso tempo.
“Sullo stabilimento di Flumeri – ricorda il parlamentare avellinese – fin dall’inizio ho espresso le mie perplessità rispetto alla soluzione che si andava definendo con la costituzione di una NewCo. Si capiva che non c’erano i presupposti per una conclusione positiva e soprattutto veloce della questione. Avevamo molti dubbi legati alla partita dei finanziamenti da parte di Invitalia all’Industria Italiana Autobus, ex Irisbus. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo economico, chiedendo conto di cosa realmente c’è sul tavolo della discussione. I lavoratori non possono fare Avellino – Roma come fossero palline da ping pong, visti i continui rinvii. Bene la cassa integrazione, ma non si può andare avanti così. Per lo stabilimento di Flumeri la salvezza è rappresentata dalla tecnologia e dalla valorizzazione dell’indotto”.
“Rispetto alla El Ital, invece – commenta il portavoce pentastellato – anche qui le Istituzioni falliscono, a partire dalla Regione Campania. Ed invece devono assumersi le proprie responsabilità e inchiodare i responsabili agli obblighi di legge e agli impegni politici assunti. La magistratura interviene dopo, a danno fatto, e non può sempre sostituirsi alla politica, chiamata proprio a risolvere i problemi della gente. Sul caso dell’azienda di Pianodardine, che sto seguendo da molti mesi, mi riservo di produrre un atto di sindacato ispettivo per fare piena luce. Ma un dato di fatto resta: per quanto tempo ancora i partiti politici di destra e di sinistra potranno prendersi gioco della disperazione dei nostri lavoratori?”.
“In tutto questo scenario a dir poco sconcertante non deve essere sottaciuto il fallimento dei sindacati che, ormai, nelle vertenze, non hanno più voce in capitolo o, se ce l’hanno, è spesa per mediare, non si sa perché, proprio con quegli imprenditori che hanno portato allo sfascio il sistema produttivo irpino. La verità è che dovrebbero chiudere i battenti e restituire agli iscritti i soldi delle tessere. Tutti gli operai che sono stati difesi da loro hanno perso definitivamente il lavoro. Ciò che non funziona, quando infiltrato dalla corruzione, va abolito” – conclude Sibilia.

Mozione M5S in regione contro l’eolico selvaggio

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il Movimento 5 Stelle fa quello che dice e dice quello che fa. Per questo abbiamo presentato in Regione Campania una mozione contro il fenomeno del cosiddetto eolico selvaggio che sta deturpando le province di Avellino e Benevento” – così i consiglieri regionali Tommaso Malerba e Vincenzo Viglione, che, insieme al deputato Carlo Sibilia, hanno prodotto un atto in cui si chiede alla giunta De Luca di prendere posizione rispetto ad una questione che sta preoccupando le comunità irpine e sannite.

“Basta con le parole. Mettiamo un argine ai fiumi di chiacchiere in cui le popolazioni stanno rischiando di annegare. Servono fatti. Serve mettere nero su bianco impegni e orientamenti. Serve dire da che parte si sta”commentano i tre portavoce del Movimento 5 Stelle, che aggiungono: “In questi anni sul tema dell’eolico i partiti hanno detto tutto e il contrario di tutto. Purtroppo non hanno fatto niente. A Roma facevano votare provvedimenti legislativi pro eolico, a Napoli fingevano di essere perplessi e ad Avellino e Benevento dichiaravano a quattro venti di essere contrari al deturpamento dell’ambiente”.

“Un atteggiamento schizofrenicoincalzano gli esponenti pentastellati che cela in realtà un doppio gioco a cui il M5S si sottrae grazie ad un comportamento coerente e trasparente. Per questo, dopo aver ascoltato i territori e le istanze dei cittadini, dopo aver visto con i nostri occhi lo scempio che si sta mettendo in atto, abbiamo presentato una mozione che impegna la giunta regionale su tanti fronti. Vedremo se verrà approvata oppure no. Sapremo così da che parte stanno gli eletti dei territori”.

“La mozione – spiega Sibilia – sollecita l’Esecutivo De Luca ad attivarsi per la redazione e l’approvazione di un piano energetico ambientale regionale e, nel frattempo, a procedere alla sospensione delle procedure di autorizzazione degli impianti ad energia rinnovabile da fonte eolica nonché ad impegnarsi per ottenere la dichiarazione di notevole interesse pubblico per il paesaggio rurale dell’Alta Irpinia e dell’Alto Sannio. Altro impegno importante che chiediamo di sottoscrivere riguarda la necessità di vigilare sulla corresponsione delle royalties da parte delle aziende produttrici ai Comuni a titolo di risarcimento ambientale per l’installazione dei campi eolici e di regolare il sistema di certificazione di produzione da fonti rinnovabili con sospensione del rilascio di tali certificati fino al completamento di tale regolamentazione”.

“Infine, ma non per importanza, avvertiamo la necessità che si garantiscano vantaggi e ristori alle comunità locali che favoriscano cultura, turismo, lavoro locale, insediamento di attività produttive non arrecando danni all’ambiente e si avvii una riflessione all’interno del Consiglio regionale che porti alla richiesta di una modifica del decreto legislativo n. 387/03 che disciplina le fonti energetiche rinnovabili. Ora nessuno, neanche i sindaci che spesso hanno comportamenti ondivaghi, potrà più avere alibi. La tutela della nostra terra deve essere la priorità su tutto. I comitati, nell’incontro di Lacedonia, avevano detto, giustamente, che avrebbero giudicato dai fatti. Vedremo cosa accadrà al momento del voto”concludono Sibilia, Malerba e Viglione.

Gestione acqua : “No alla privatizzazione”

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“L’acqua è un bene comune e la gestione della risorsa idrica deve restare pubblica” – non usa mezzi termini il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, a proposito dei possibili scenari offerti dalla nuova legge regionale che disciplina il ciclo integrato delle acque in Campania.

“Il primo dato evidente che va sottolineato con forza – commenta il parlamentare avellinese – è che il Partito democratico in Consiglio regionale ha svenduto l’acqua irpina approvando una legge che, di fatto, apre la strada ad una gestione privata, quindi privatistica ed affaristica, della risorsa idrica e cancellando con un colpo di mano l’esito del referendum popolare del 2011″.

“Ancora una volta – incalza il parlamentare irpino – rischiamo che la volontà dei cittadini venga calpestata da una classe politica, quella della provincia di Avellino, incapace di assolvere al suo ruolo che è quello di fare gli interessi generali delle proprie comunità e di operare per il bene comune. Una legge simile non farà altro che regalare letteralmente una delle risorse più preziose ad una lobby che ne trarrà utili e profitto senza alcun tipo di ristoro o di vantaggio per il nostro territorio”.

L’acqua rappresenta una delle nostre 5 stelle – continua Sibilia – e perciò, come quattro anni fa, ci batteremo contro la privatizzazione della sua gestione, convinti come siamo, invece, che la migliore strada da percorrere sia la costituzione di una municipalizzata speciale che superi il carrozzone politico rappresentato dall’Alto Calore Irpino. Un Ente con 120 milioni di debiti. Un Ente a cui più volte abbiamo chiesto di poter visionare i bilanci, che invece ci sono stati negati. Un Ente che ha visto transitare sulle sue poltrone esponenti di tutti i partiti politici provinciali in maniera trasversale. Su di essi soltanto, una volta accertate le responsabilità, dovrebbero ricadere le conseguenze di decenni di amministrazioni inadeguate. Loro soltanto dovrebbero essere chiamati a colmare, in prima persona, quel buco debitorio”.

“E tuttavia non possiamo consentire che l’incapacità della classe politica locale sia un pretesto per consegnare ad un soggetto privato la gestione della risorsa idrica. Ciò comporterebbe l’aumento sconsiderato delle tariffe e il licenziamento di molti dipendenti, oltre ad aumentare un conflitto di interessi visto che la Gesesa, che dovrebbe fondersi con l’Alto Calore, è parte dell’Acea che fa capo al gruppo Caltagirone, colosso italiano nel settore editoriale. Per evitare questa ennesima beffa ai danni dell’Irpinia il Movimento 5 Stelle sarà in campo in maniera forte e decisa a tutela dell’acqua e a nell’interesse dell’Irpinia” – conclude il deputato 5 Stelle.