Il bilancio partecipativo o partecipato

By Vincenzo 9 anni ago1 Comment
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Il ”’Bilancio Partecipativo”’ o ”’partecipato”’ è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città consistente nell’assegnare una quota di bilancio dell’Ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni per modificarle a proprio beneficio.

L’esperienza più celebre di bilancio partecipativo si è avuta a Porto Alegre, città di 1,3 milioni di abitanti. L’esperienza di Porto Alegre ha avuto inizio nel 1989. Il fine era quello di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale.

In un “bilancio partecipativo”, di regola la partecipazione si realizza innanzitutto su base territoriale: la città è suddivisa in circoscrizioni o quartieri. Nel corso di incontri pubblici (che possono avere forma fisica o virtuale) la popolazione di ciascuna circoscrizione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (governo del territorio, educazione, salute ecc.). A questo si aggiunge talvolta una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (sindacati, imprenditori, studenti..), ciò che permette di avere una visione più completa della città, attraverso il coinvolgimento dei suoi ”attori economici”. L’Ente locale di riferimento ( Comune) è presente a tutte le riunioni circoscrizionali e a quelle tematiche attraverso un proprio rappresentante, che ha il compito di fornire le informazioni tecniche, legali e finanziarie necessarie alla formalizzazione delle decisioni e di avviare una fase di negoziazione con le proposte emerse, attento, però, a non influenzare o prevaricare le decisioni dei partecipanti.

Alla fine ogni gruppo territoriale o tematico presenta le sue priorità all’Ufficio competente, il quale stila un progetto di bilancio che tenga conto delle priorità indicate dai gruppi territoriali o tematici. In caso positivo, il Bilancio viene infine approvato dal Consiglio dell’Ente.

Nel corso dell’anno seguente, attraverso apposite riunioni, la cittadinanza valuta la realizzazione dei lavori e dei servizi decisi nel bilancio partecipativo dell’anno precedente.

Di solito le amministrazioni comunali, visti anche i vincoli di bilancio cui sono tenuti per legge, riconoscono alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale. Nel caso di Porto Alegre si è partiti dal 10% del bilancio comunale, fino ad arrivare gradualmente al 25%.

Il Bilancio Partecipativo è stato definito dall’ONU e dalla Banca Mondiale “strumento efficace di gestione pubblica”. L’obiettivo principale è proprio quello di rendere più efficace di gestione pubblica, in modo tale che l’ente locale (ad es. il Comune) possa rapidamente rispondere alle esigenze della società civile. La cittadinanza stessa è il soggetto per cui la macchina pubblica lavora. Dal punto di vista operativo fare in modo che l’ente locale riesca maggiormente e più rapidamente a soddisfare il cittadino nella erogazione del servizio e riuscire di conseguenza a mantenere il rapporto fiduciario emerso con il voto. Il Bilancio Partecipativo come strumento che porta l’ente locale ad una “nuova” attenzione alla dimensione sociale mirata alla qualità del servizio erogato e al soddisfacimento dei bisogni della collettività.

In sintesi i principali obiettivi che il Bilancio Partecipativo si prefigge sono:

  1. facilitare il confronto e la determinazione di scelte e decisioni condivise;
  2. rispondere, in modo più efficace, alle richieste di una società sempre più complessa;
  3. ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini;
  4. miglior equilibrio tra bisogni da soddisfare e risorse limitate;
  5. coinvolgimento dei cittadini nel processo di costruzione del bilancio di previsione come strumento efficace di gestione pubblica.
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