Il riformato sistema con cui i partiti rubano soldi ai contribuenti

By Piero 8 anni agoNo Comments
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I contribuiti pubblici ai partiti sono regolati da leggi incostituzionali. A dirlo non sono i soliti “populisti” del movimento cinque stelle ma la Corte dei Conti che ha spiegato sostanzialmente che i cittadini, con il referendum del ’93, hanno chiaramente espresso la volontà di non volere nessuna erogazioni di contributi statali a beneficio dei partiti politici o a quanto ad essi collegati e che nonostante questo, negli anni, sono state emanate diverse leggi che di fatto hanno  garantito tali finanziamenti.

La reazione della politica è emblematica , Enrico Letta , dimenticandosi di intimare ai partiti tutti di restituire il bottino percepito irregolarmente negli anni, annuncia il decreto per l’abolizione dell’incostituzionale finanziamento nel quale, se non bastasse quanto già trafugato, si nascondono insidie ancor più grandi.

L’ex capogruppo (M5S) al Senato Vito Crimi sulla sua pagina facebook scriveva : «Invito tutti i giornalisti a leggere bene il ddl 1118 in discussione al Senato: è un inganno a norma di legge».

art. 12 comma 4.
«Al contributo del 2 per mille sono destinati:
7,75 milioni nel 2014
9,6 milioni nel 2015
27,7 milioni nel 2016
45,1 milioni dal 2017 in poi.
Quindi il fatto stesso che si devono iscrivere queste somme al bilancio e trovargli una copertura significa che sono soldi pubblici.»

Il decreto legge sostanzialmente affida alla scelta dei cittadini di destinare il due per mille dell’Irpef al partito di riferimento, soldi che non sono un regalo deciso da privati ma sono a carico di tutti i contribuenti.

Il 2 per mille è di fatto una detrazione dalle disponibilità dello Stato per pagare servizi come pensioni, sanità , ricerca ed istruzioni.

Oltre al 2 per mille il decreto  innalza dal 26 al 37 percento la detrazione per le erogazioni liberali fino a 20.000 e consente, inoltre, di detrarre il 75 percento delle spese per partecipazioni a scuole o corsi di formazione politica.

Per ipotizzare il futuro esborso dello Stato verso i partiti bisognerà aggiungere i rimborsi provenienti da detti corsi di formazione agli oltre 45 milioni di euro destinati attraverso il 2 per mille dal 2017.

Prendendo ad esempio proprio il Partito Democratico, dell’attuale premier nipote di suo zio , se un terzo dei sui circa 550mila iscritti decidesse di iscriversi ad un corso di formazione , dal costo di 400 euro , lo stato si troverebbe a sostenere un esborso, in un solo anno, di circa 55 milioni di euro sotto forma di credito di imposta.

Il futuro costo della politica non è quindi di semplice identificazione ma se provassimo a moltiplicare i costi sopra considerati per la totalità degli iscritti ai partiti moltiplicandolo per la totalità dei partiti ed in infine aggiungessimo il costo degli sgravi fiscali, per i contributi volontari, la cifra tenderebbe ad avere connotati a dir poco mostruosi.

Il populista per eccellenza Beppe Grillo scrive sul suo blog  : “Per rinunciare ai finanziamenti pubblici è sufficiente non prenderli come ha fatto il M5S che ha rinunciato a 42 milioni di euro. Il decreto legge di Letta è l’ennesima presa per il culo. L’ennesimo tweet. Il pdexmenoelle ha incassato a luglio la rata di 91 milioni di finanziamenti pubblici insieme agli altri partiti. LI RESTITUISCA! Il pdexmenoelle deve incassare la quota restante dei circa 45 milioni di questa legislatura. Ci RINUNCI! il pdexmenoelle ha incassato, nonostante un referendum contrario, circa un miliardo di euro da “rimborsi” definiti illegittimi dalla Corte dei Conti. VENDA I SUOI IMMOBILI per ridarli ai cittadini. Basta con le balle d’acciaio. Fatti, non pugnette. “

Come dargli torto. Buon bluff a tutti.

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