Richiesta per scrutatori inoccupati, al comune di Avellino si sceglie di non decidere.

By Redazione MoVimento Avellino 5 Stelle 6 anni agoNo Comments
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Comunicato Stampa.

“Si è svolta questa mattina la nomina degli scrutatori del Comune di Avellino per le prossime elezioni regionali. L’amministrazione, ancora una volta, nonostante le ripetute sollecitazioni arrivate da più parti – fanno sapere gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di Avellino – ha scelto il metodo del sorteggio tra i cittadini inseriti nell’albo degli scrutatori. Metodo che manca di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione”. “Il 30 marzo – ricordano – avevamo chiesto di procedere dando priorità agli inoccupati/disoccupati che stanno vivendo un drammatico periodo di difficoltà. Il sindaco Foti, in un colloquio, ci aveva assicurato che avrebbe portato la nostra proposta all’attenzione della conferenza dei capigruppo e che per lui non ostavano particolari problemi di sorta. Invece ciò non solo non è avvenuto ma questa mattina ad una nostra richiesta di rendere pubblico l’albo ha risposto che non è possibile per motivi di privacy. Dunque resta visionabile solo su esplicita richiesta presso gli uffici comunali a differenza di quanto accade ad esempio ad Arezzo e Cagliari”. “In definitiva – incalzano gli attivisti – il Comune di Avellino estrae a sorte i nomi da un elenco non pubblico, facendo passare questo come un atto di trasparenza, e poi pubblica i nomi degli estratti. In questo caso la privacy, che era stata invocata prima, che fine fa? Questa amministrazione ha perso l’ennesima occasione buona per stare dalla parte dei cittadini e, soprattutto, di coloro che sono in difficoltà. Un atto di buon senso e responsabilità che ad Avellino non riesce a trovare concretezza e che ha come giustificazione un’impossibilità non meglio precisata, che mal si contrappone alla possibilità invece colta e messa in atto da altri bravi amministratori italiani come quelli di Torino o Bologna o Montecalvo o Fontanarosa, per non parlare della Regione Toscana che ha emanato una legge ad hoc”. “Sarebbero bastati un’autocertificazione da parte dei componenti di quell’albo del proprio status di inoccupazione/disoccupazione e l’incrocio della Commissione elettorale con i dati del Centro per l’impiego, ma nella nostra città – concludono gli attivisti – nonostante la legge preveda ampia discrezionalità, si sceglie ancora una volta di non fare un passo verso le categorie di cittadini più svantaggiati dalla crisi. La nostra battaglia su questo fronte, tuttavia, non finisce qui” – conclude il gruppo attivo del Meet up.

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